Archive for the 'Società' Category

Set 22 2006

La vergine e la puttana

Published by Mia under Donne, Società

Nel mio paese resiste ancora un manipolo di donne assai poco emancipate che pensano di gloriarsi della propria illibatezza, o presunta tale, e di usarla come merito per erigersi, una volta tanto, al di sopra degli altri. Che definiscono puttane tutte le proprie amiche appena voltano le spalle, solo per giustificare agli occhi degli altri il fatto che la sera non ci sono uomini che ti vengono a cercare. O che invece ne fanno di tutti i colori, ma lo stesso fingono, con aria da santarelline ingenue ("pisello??? e cos’è?????"), scandalo e disgusto per ciò in cui si perdono le povere depravate che vivono intorno a loro.
Ce ne sono tantissime. E poi magari quando ti vedono fanno mille sorrisi e lasciano intendere che ti approvano, che è bello e giusto avere un ragazzo e magari farci l’amore. Ma loro no (a parole), loro sono serie e devono mantenersi illibate per il matrimonio. Qui non contemplo il caso di ragazze autenticamente religiose che senza essere delle bacchettone o condannare le scelte degli altri, decidono volontariamente, e non per sbandierarlo ai quattro venti, che vogliono aspettare fino al matrimonio prima di fare sesso con un uomo.
Purtroppo sono molto poche: tutte le altre sono figlie di una mentalità atavica che resiste nei decenni ai cambiamenti che pure avvengono nel resto del mondo.
Roba da medioevo, penserete voi, eppure è così. Vantarsi della propria verginità non è una cosa rara, e disprezzare chiunque invece abbia una condotta "sospetta" lo è altrettanto. Questa morale da casalinghe, da tristi donnette incapaci di occupare un ruolo nell’epoca moderna che non sia più rilevante di quello della carta da parati, è una cosa che irrita, e irrita ancora di più chi vorrebbe vivere in un posto - se da qualche parte esiste - dove vantarsi della propria serietà morale e ipocrita in campo sessuale (sono sempre quelle che non possono ma vorrebbero tanto) possa suscitare al più una grassa, gigantesca risata.

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Set 13 2006

Occhio all’etichetta

Published by Mia under Donne, Società

Ieri sono uscita e ho comprato un paio di slip nuovi da Intimissimi. Non c’era granché da scegliere, purtroppo non c’è niente quasi niente che sia sexy e solo occasionalmente (e coi saldi) si fa qualche buon affare.
Non c’è niente da fare, se volete essere non solo carine, ma letteralmente far saltare dal letto un uomo e volete farlo senza fare altro che mostrare un nuovo completino intimo, allora non potete proprio risparmiare (e su altri modi per farlo saltare dal letto, per carità, ciascuna si sbizzarrisca come vuole). Ma volete mettere un completino di Armani, Cavalli, D&G, La Perla?

"Avete una conottiera di pizzo?"
No, hanno solo canottierone della nonna, o roba dalla forma strana e dal tessuto spiacevole.

"Ma perché il fondo del reggiseno è panna se quello degli slip è bianco?"
Sì, è vero, sono diversi ma dev’essere per forza così, dice la commessa, e poi non si nota. No?

No, non mi faccio convincere, del resto questi reggiseni ti danno un’aria da adolescente acerba, ed è talmente lontano quest’effetto da quello che voglio ottenere che c’è poco da stare a pensare: bocciato in circa tre/quattro secondi. Prendo solo gli slip e me ne vado, e non mi lascia la (spiacevole) sensazione di averli pagati anche troppo per quello che valgono.

E non sbaglio: il pizzo sui fianchi prude, il resto del tessuto è fastidioso… Un record. Poi sfoglio il catalogo e le vedo, in bella mostra su una modella con pochi fianchi. Slip in seta, euro 12,90. In seta? Non ci credo neanche per un secondo. Do un’occhiata all’etichetta ed ecco l’inevitabile verità: 89% poliammide, il resto elastane. Alla faccia dell’onestà.

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Set 08 2006

Vintage, che passione!

Published by Mia under Donne, Società

Da quando la moda ha fatto il suo ingresso in società, poche donne riescono a non essere soggiogate dai suoi dictat. E oggi, per essere très chic, non ci sono santi, bisogna indossare qualcosa di vintage. Lo dicono tutte le riviste di moda, e ormai qualsiasi donna che abbia velleità modaiole è corsa a saccheggiare il guardaroba della mamma o peggio, della nonna, alla ricerca di vecchie borse, vestitini anni ‘70, ma anche anni ‘50, cappelli riesumati… A Londra e New York, capitali del buon gusto, modelle piene di soldi e figlie di stilisti spulciano tra le bancarelle per comprare irresistibili scarpe a cinquanta centesimi, giacche retrò e vecchie maglie dalla forma alquanto strana.

Per quanto certi capi siano, secondo il mio gusto, a dir poco abominevoli (guardate qua o qua), non posso resistere al fascino di questo richiamo alla modernità fatto di pezzi del passato, per cui divento febbricitante all’idea di avere una giacca di velluto in stile antico, o un vestitino che ho visto da Max&Co, tutto colorato a righine, una cosa da urlo. Già me lo vedo addosso con degli stivaloni di meravigliosa pelle invecchiata… Anche se sarebbe un falso :-)
Per me è impossibile andare a comprare roba antica autentica, per due valide ragioni:
1) Non ci sono bancarelle vintage da queste parti, e le cose vecchie che vendono fanno accapponare la pelle;
2) Ma voi le mettereste delle scarpe che hanno cinquant’anni di vita? Se fossero davvero splendide, quelle di lusso dell’epoca e ottimamente conservate (come questo vestito di Ungaro)…

Il punto infatti è questo: letteralmente vintage vuol dire d’annata, e si riferisce a cose di epoca precedente ma di eccellente, impareggiabile qualità, tale da essere di gran lunga superiore a quella della stessa cosa fabbricata in epoca contemporanea. Come fanno cose d’annata di grande qualità, allora, a costare pochi centesimi? È qui che i conti non mi tornano.
Ma le imitazioni moderne le compro lo stesso :-)

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Ago 18 2006

Shopping

Published by Mia under Libri, Società

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Ecco un libro che voglio assolutamente ordinare (qui).

Pyongyang, di Guy Delisle, è un reportage a fumetti sulla blindata capitale della Corea del Nord. Blindata poiché avvinta da una spietata dittatura comunista, che come da copione tiene alla larga turisti e curiosi, per cui è praticamente impossibile avere contatti con la gente del posto. Ma questo fumettista canadese è riuscito a entrare e a lavorarci per due mesi, avendo così l’occasione unica di vivere in questo paese incredibile e poterne tracciare un resoconto.

Un libro che mi affascina proprio perché frutto di una matita e perché vicino a quell’incubo orwelliano che è 1984 (ma questa volta reale). Un occhio insospettato su una parte del mondo di cui ignoro praticamente tutto, una promessa di verità, un viaggio oltre i limiti dell’immaginazione occidentale.

A chi interessa farò certamente avere le mie impressioni dopo la lettura :-)

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Ago 10 2006

Volare lontano

Published by Mia under Società

I passeggeri negli scali britannici non potranno portare a bordo degli aeromobili computer, telefoni cellulari e iPods se viaggiano con British Airways, né alcun bagaglio a mano è consentito negli aeroporti britannici.

There were chaotic scenes at British airports today as passengers faced severe delays amid a major anti-terrorism security clampdown.

Tutti i passeggeri saranno perquisiti a mano.

A terror plot to kill thousands of people by detonating explosives on up to 10 transatlantic flights from the UK was disrupted by police and the security services overnight.

E’ stato decretato il livello di allerta critico: significa - secondo l’MI5 citato dalla Bbc - che “ci si aspetta un attacco imminente e indica un livello di minaccia al Regno Unito estremamente alto”.

Deputy Commissioner Paul Stephenson said in a briefing today: “We believe we have been very successful in arresting suspects, but this is a very early stage of a very extensive and complex operation. It is a very, very serious plot… Put simply, this was a plot to commit mass murder on an unimaginable scale.”

Tutti i titoli delle compagnie aeree e delle assicurazioni europee stanno accusando pesanti perdite. La più colpita è British Airways, che perde il 5,9%. A Milano, Alitalia cede il 2,61%.

Mr Reid warned the operation would create major disruption at all UK airports from today but added: “As far as is possible we want people to go about their business as normal.”

da: corriere, ansa, the guardian, the times, la repubblica, the daily telegraph.

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Ago 07 2006

Chi è stato a Hong Kong?

Published by Mia under Società

Eccoci di nuovo al lavoro, a dispetto dei progetti di disertare l’ufficio per tutto il mese di agosto! Ma con che entusiasmo, dopo una debilitante, nuvolosa domenica sono venuta a sedermi alla mia solita scrivania! :-)
Tra l’altro sono gli ultimissimi giorni, con la testa sui bagagli da preparare per il prossimo, romantico viaggio in Salento, alla scoperta della pizzica e delle meraviglie delle nostre città del sud.

Nonostante fossi “assorta”, lo giuro, da questioncelle di lavoro, ho trovato modo di spulciare qualche rivista. Quello che mi lascia annichilita stamattina è scoprire l’anima depressa di Hong Kong: una città dove non è raro che gli uomini, a due settimane dal matrimonio, non ne vogliano più sapere del sesso.
Povere donne, non so che farei se mi trovassi in una situazione del genere! Voglio dire, se tuo marito non vuol più saperne, magari non è facile trovare un amante… Se mi togliessero il sesso, cambierei continente. Imbroglierei un vecchio danaroso e col malloppo mi trasferirei in una città lussuriosa di perdigiorno, dove la gente perde il 50% del tempo pensando a come conquistare una donna, a baciarla, amarla e a scrivere bigliettini amorosi! 

La città è dipinta come nevrotica, infelice, un posto in cui tutti “zampettano” fino allo sfinimento per assicurarsi un tetto sulla testa, stressati o ossessionati dal denaro e dal bisogno di averne sempre di più. Una città iperaffollata, iperinquinata dove tutti hanno fretta, la gente non trova nemmeno il tempo di salutarsi e i bambini, pure loro, non hanno tempo di giocare perché devono seguire lezioni d’inglese, di danza, di pianoforte… (Da un articolo di Kai Strittmatter pubblicato su Das magazin il 21 ottobre 2005, in italiano su Internazionale di agosto.)

Certo, l’impressione che si riceve dal sito per il turismo della città è ben diversa: date un’occhiata! E’ una città che amerete, abbagliante… Ma per chi ci va, attenzione: se avete malattie polmonari non dovreste metterci piede e, ultima cosa, tenete presente che a causa del rumore assordante del traffico, per strada è impossibile (tranne che per gli autoctoni) parlare al cellulare.

Bon voyage!

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Lug 10 2006

I Campioni siamo noi!

Published by Mia under Eventi, Società

Abbiamo vinto i Mondiali di calcio, abbiamo battuto la Francia! Certo, la partita non è stata brillante come quella contro la Germania, ma siamo i campioni del mondo e il nostro meraviglioso Cannavaro ha innalzato la coppa d’oro… Noi, gli Italiani, troppo spesso ridotti a un popolo da barzelletta, alla ricerca di un piccolo riscatto che infine troviamo col nostro pugno di uomini, senza blasonati campioni (Totti non c’entra, lui era lì per caso), ma col portiere migliore del mondo e tutto il nostro entusiasmo…
Di tutte le emozioni di ieri, l’unica capace di stranirmi davvero è stato il colpo di testa di Zidane. Non ho mai visto, nella mia poca esperienza calcistica, una cosa del genere. E questo è quello che leggo in merito stamattina sul Corriere:

Domenech ha poi commentato l’espulsione di Zidane, dando la colpa a Materazzi. «L’uomo partita è certamente Materazzi - è stata l’ironica battuta del Ct transalpino - Ha segnato il pareggio e ottenuto l’espulsione di Zidane. Se è un fatto volontario, non c’è niente da dire. Però è una vergogna, una cosa molto triste. Materazzi ha recitato molto, è un uomo grande e grosso e l’ha fatto cadere una folata di vento».

La Francia, insieme al suo Ct, non ritiene che il gesto di Zidane sia vergognoso, pensa invece che la nostra vittoria sia stata rubata… Ma se hanno giocato tanto meglio di noi, com’è che non sono stati capaci di fare un gol se non dal dischetto?

GRANDI AZZURRI! Ci hanno regalato un sogno, un sogno immenso perché nessuno ci avrebbe scommesso una nocciolina… E ancora più grandi i tifosi per strada: ma tutta la gente in strada fino all’alba a festeggiare oggi non doveva andare a lavorare? Io che ho dormito poco più di quattro ore, mi sono trascinata allo studio colpita da un brutto mal di testa, con gli occhi allucinati e lo stomaco avvolto da una simpatica, leggera nausea. Tutti questi valorosi festeggianti come diavolo hanno fatto? Chiunque lo sappia, mi passi il segreto per piacere!

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Giu 26 2006

Abbiamo vinto…

Published by Mia under Società

Non si divide
Chi vince ride
Ah! Ah! AHAH!

Solo lo spirito goliardico della vecchia canzone di "Indietro tutta", dove vincevano i cialtroni senza ritegno, può venirci in aiuto dopo quest’incredibile qualificazione ai quarti di finale. I mondiali sembrano aver perso tutto il loro smalto. Le squadre si trascinano ebeti da un tempo all’altro e vincono per grazia di dio. Non ho mai visto partite tanto noiose e anche se imperterrita continuo a tifare per l’Italia non sento davvero una vera felicità per questo rigore scivolato via quando tutte le speranze sembravano perdute.

Ma il calcio è davvero morto?

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Giu 19 2006

Io sono per il “sì”

Published by Mia under Società

Tempo di referendum, tempo di grattacapi enormi per gli Italiani, chiamati a decidere su una riforma radicale della Costituzione senza avere, nella maggiorparte dei casi, la minima idea di cosa si stia parlando… E tempo dei soliti strafalcioni grammaticali: sembra che tutti tengano tanto all’Italia, alle sue radici, alla sua Costituzione (sacra e intoccabile?), ma qui nessuno tiene alla grammatica. Cos’è sta’ roba? Grammatica? Ma via, noi scriviamo come ci pare, tanto con un po’ di fantasia ci si capisce tutti che cavolo.

Insomma, lo vogliamo mettere o no quest’accento sulla i? Giornalisti, tipografi, non vi vergognate neanche un po’ a mettere nei vostri appelli, nei vostri titoloni la povera particella semplice "si" invece del nostro chiaro e vigoroso "sì"? Ma è possibile che a tutti sia tanto indifferente? Possibile che sulla scheda per votare ci sia un tale errore?
Ho proprio paura che una volta sola nella cabina, con gli occhi sopra l’odioso si, io non potrei che vanificare il mio voto tracciando con stizza l’accento al suo posto!

Ohibò!

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Mag 27 2006

Caro notaio

Published by Mia under Politica, Società

In questi giorni sui giornali, di qualunque tipo (virtuali, vecchio stampo eccetera) troneggia la pubblicità della casta dei notai. Un uomo affetto da sindrome demenziale acuta ti fissa attonito, con una smorfia sul viso che manco nei fumetti viene meglio.

“Oh, ma caro notaio, la credevo più caro!”

E qui voi che leggete dovete simpatizzare con quest’uomo e restare sconvolti come lui da quanto siano modeste le pretese dei notai, e dovete pensare che in fondo non avete pagato poi molto un uomo che vi concede l’onore della sua firma.

Se i notai, protetti dalla legge e praticamente intoccabili, sentono il bisogno di cambiare un po’ l’immagine da squalo/ladro che si diffonde nell’immaginario collettivo, forse qualcosa un giorno potrebbe cambiare…

In Italia ce ne sono circa 4000, che è un numero piccolissimo se pensate che in queste mani passa obbligatoriamente tutta la ricchezza del paese. Ed è un numero che non può non far pensare a quanto sia ingiusta e arbitraria la legge, a quanto siamo un paese lontano dalla libera concorrenza.

In attesa che i tempi cambino (si spera), e visto che molti notai non applicano la tariffa professionale, controllate quanto dovuto per legge (scaricate il file pdf con il decreto ministeriale che disciplina i compensi dei notai) e denunciate chi vi chiede di più. Sarebbe già un passo avanti.

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