Archive for the 'Società' Category

Mar 08 2007

8 marzo

Published by Mia under Donne, Società

mimose.gifSembra che ci voglia uno spazio apposito per ricevere gli auguri per la festa della donna, la rete è generosa! Mi piacerebbe che tutta la gentilezza profusa oggi nella rete fosse arrivata anche in maniera un po’ più tangibile nella mia vita reale: sorrisi, magari una parola simpatica, una telefonata. Purtroppo la giornata è iniziata male… Col vantaggio innegabile che può finire solo meglio :-)

Quindi qui faccio pubblicamente gli auguri a tutte le donne: che possiamo diventare più forti, restando lo stesso gentili ed estremamente femminili ;-)
Segnalo inoltre, a chi può interessare, che Dolores ha postato la leggenda della mimosa. Buoni spogliarelli a tutte! :-P

4 responses so far

Mar 05 2007

Le nuove ricariche senza costi aggiuntivi

Published by Mia under Società

La Wind gentilmente informa i malcapitati clienti che nonostante le bestemmie si adeguerà alle disposizioni dell’ormai noto D.L. 7/2007… Per tale motivo sempre gentilmente avverte:

"ATTENZIONE: dal 4 marzo 2007, per le ricariche
effettuate da Lottomatica, Sisal, TotoBit PowerPos, Bancomat, Postamat,
Easy Ricarica e MondoWind, Wind potrà temporaneamente garantire la
disponibilità di ricariche telefoniche per il taglio di traffico da 50
euro o superiori senza contributi di ricarica.
Tutti gli altri tagli
di traffico
saranno disponibili non appena ultimate le implementazioni
di tutte le soluzioni tecniche necessarie al fine di ottemperare a
quanto previsto dal decreto Bersani.
"

Ma guarda! E ora per ricaricare posso scegliere solo tagli che tanto già prima erano gratis? Mi toccherà aspettare che siano disponibili i nuovi tagli inferiori.. :-O

La Wind continua ad informare i suoi beneamati clienti che possono effettuare, dal bancomat o dal postamat, le seguenti ricariche:

 

Ricariche disponibili presso Bancomat e Postamat
Per tutti i clienti
*25 euro 50 euro
Tutto traffico
100 euro
Tutto traffico

150 euro
Tutto traffico
200 euro
Tutto traffico
250 euro
Tutto traffico

Wind Ricorda:
*Per i piani sottoscritti prima del 4 Marzo 2007 è previsto un contributo di ricarica di 5 euro per il solo taglio da 25 euro.

Oh, un contributo di ricarica! Ma il decreto non l’aveva abolito? :-O

La Wind rende seraficamente noto che chi desiderasse comprare ricariche senza costi aggiuntivi deve banalmente cambiare il piano tariffario, scegliendo fra quelli che sono stati all’uopo predisposti. Per esempio Wind5, per i titolari di partita Iva, ricca di strabilianti vantaggi e con la sola inezia di un contributo mensile di 5 euro. O Wind 12, per chi aveva wind10, dove pagherete semplicemente di più per ogni telefonata o messaggio!

Oh, ma allora non cambia niente, perché vediamo… un po’ di aritmetica elementare… Coi costi di ricarica spendo 10 euro e mando 80 sms, se passo a wind12 con gli stessi 10 euro ne mando invece 67… pagherò addiritttura di più! Se non è zuppa è pan bagnato! :-O

La Wind rende noto a tutti i suoi adorati clienti di non aver mai scioccamente sostenuto il contrario.

9 responses so far

Gen 23 2007

Il discreto fascino del digitale

Published by Mia under Società, Vita vissuta

reflex.jpgDi ritorno da Roma, di ritorno dal BarCamp al quale non ho partecipato (cosa della quale tutti gli entusiastici commenti che letto un po’ qua e là mi hanno fatto quasi pentire), si finisce vittime della divulgazione generosa delle istantanee scattate durante la mega-cena a base di pasta e pizza, dove, lo giuro, ci siamo sbizzarriti con gli abbinamenti più improbabili tra tipi di pasta e condimenti.
Quaranta persone, forse più, l’emozione di essere cercati dai propri lettori, l’allegria, le chiacchiere spassionate, le enormi, invitanti porzioni di pasta fumante di tutti i colori e… gli scatti dei commensali. Dalle reflex più impressionanti ai telefonini con fotocamera, oggigiorno lo scatto è digitale ed è nelle tasche di tutti.
Quello che non mi spiego, però, è come sia possibile che tutti gli svantaggi della vecchia fotografia analogica si siano tranquillamente perpetrati nonostante le avveniristiche possibilità del digitale. Il sogno di ogni fotografo diventato finalmente realtà: butto la foto brutta, tengo quella bella, senza sprecare pellicola (e senza inquinare). E invece no. Sembra proprio che una stringente logica dell’economia degli scatti attanagli anche i fortunati fruitori delle macchine digitali, in barba a tutto. Ma se pure la pigrizia ci impedisce di tentare la fortuna con un altro scatto, perché divulgare in tutta la blogosfera immagini da infarto? Una sana censura sarebbe la soluzione migliore!

P.S.: Thanks to Luca :-)

3 responses so far

Gen 14 2007

Film Tv chiude?

Published by Mia under Cinema, Società, Tv

Stento a crederlo: ho comprato l’ultimo numero di FilmTv, quasi per caso, perché è da parecchio che non riesco a seguire il cinema come un tempo e non ho nemmeno il tempo di leggerlo, e al posto del solito editoriale di Emanuela Martini, ho trovato una serie di lettere inviate dai lettori, piene di dolore per la probabile chiusura del giornale a causa della mancanza di soldi.

Resto annichilita. Sopraffatta dallo stupore.

Anch’io faccio parte di tutti gli affezionati lettori che hanno comprato, tanti anni fa (facevo il liceo), il primo numero, prezzo lancio 500 lire. Mi è subito piaciuto moltissimo: un settimanale che parla di cinema, con in più i programmi della tv e tutte le recensioni sui film in programma. Impossibile non farsi una cultura, impossibile non amare quella semplice carrellata di schede che con un colpo d’occhio ti permettavano di scegliere e scovare i film che davvero valeva la pena vedere, impossibile non appassionarsi insieme a critici che lavorano col cuore e non solo perché devono.
Il giornale è cresciuto, non ha assolutamente rivali in Italia, nemmeno un equivalente che gli si avvicini (Ciack ha sempre lasciato parecchio a desiderare secondo me), eppure è in crisi. La redazione è dimezzata e forse quello che ho coprato è l’ultimo numero che riusciranno a pubblicare quest’anno.

Non ho parole. Non so come farei senza Film-Tv, per me è un punto di riferimento irrinunciabile. Basta andare sul sito e vedere, per esempio, "I quattrocento colpi": tutti i voti dei critici sui film in uscita, per avere un quadro veloce ed eterogeneo al massimo sui film al cinema appena usciti fino a quelli di mesi fa. Non potrei fidarmi di nessun altro. Ho bisogno di Film Tv!
E tutto quello che possiamo fare mentre una cosa di valore annaspa in alto mare è scrivere, mandare e-mail, implorare che non chiuda.

3 responses so far

Dic 13 2006

L’antisemitismo a Teheran

Published by Mia under Società

Dopo un forzato blackout da adsl che mi ha tagliato fuori dal mondo e mi ha costretto a considerare ancora una volta quanto siamo ormai tutti dipendenti dalla rete, ho potuto finalmente rimettere piede nel mio blog.
Quello che volevo condividere con voi è il mio stupore, forse ridicolo, ma assolutamente occidentale, per aver scoperto che le note dichiarazioni del presidente dell’Iran a proposito dell’Olocausto, di come questo sia stato ridotto a semplice invenzione degli ebrei per giustificare l’esistenza dello stato di Israele, siano in realtà condivise da milioni di persone. E che oggi sia montata quest’incredibile, offensiva farsa della conferenza scientifica per determinare la verità storica sull’Olocausto (conferendo pari dignità a entrambe le tesi, quella che lo nega e quella storicamente provata e documentata che corrisponde a quanto accaduto), mi lascia annichilita. Certo, l’occidente condanna l’iniziativa di Ahmadinejad, ma scoprire che persino una verità incontrovertibile come lo sterminio degli abrei ad opera del regime nazista possa essere occultata a interi popoli, be’, non mi lascia tranquilla. È offensivo, oltre che un chiaro e dichiarato atto di antisemitismo.

Come può propagarsi una teoria tanto raccapricciante? In una lettera al presidente Ahmadinejad che ho letto ancora ieri (su Internazionale), un ex detenuto musulmano, che ha passato nelle prigioni israeliane molti anni della sua vita, racconta di come egli stesso credesse in buona fede che l’Olocausto fosse stato inventato, che fosse un’esagerazione degli ebrei e di come abbia poi potuto scoprire la verità solo in prigione, quando ha potuto avere accesso a svariati libri che documentavano lo sterminio dei nazisti. Libri che normalmente non sono reperibili in paesi dove la libertà d’informazione non esiste e qualcuno dall’alto decide cosa deve credere un popolo. Questo sostiene l’ex detenuto nella sua lettera, dove chiede al presidente iraniano di fermare l’oscenità della conferenza a Teheran e di cominciare a vergognarsi.
(La lettera è stata pubblicata in Italia su Internazionale, mentre all’estero su Le Monde e un altro quotidiano che ora mi sfugge… chiedo venia, ma posso riparare più tardi.)

Be’, queste sono le cose che mi spaventano di più: che si possa dire alla luce del sole che il fuoco non brucia e che ci siano un mucchio di persone che ci credono.

2 responses so far

Dic 01 2006

RED: economia etica a favore dell’Africa

Published by Mia under Eventi, Società

redproduct.gifA gennaio di quest’anno è nato RED, un progetto di Bono, arcinoto leader degli U2, impegnato dal 1999 nella campagna per l’abolizione del debito pubblico dei paesi africani. L’idea di Bono ha modificato il concetto di beneficienza: non si spediscono soldi, ma otterrete lo stesso effetto comprando prodotti griffati: marchi globali che si sono infatti impegnati a versare una cospicua parte dei loro introiti al Global Fund per la lotta all’AIDS in Africa.

E proprio oggi, in occasione della giornata mondiale di lotta contro l’AIDS, potete dare il vostro contributo per esempio comprando un i-Pod (red), un Motorola (red), o uno dei prodotti della linea Emporio Armani (Product) red, l’unico partner italiano dell’iniziativa di Bono, che si impegna a versare il 40% del margine operativo lordo della linea. I vestiti e gli accessori di Emporio Armani sono stati realizzati con la collaborazione di un artista ghanese, Owusu-Ankomah, con disegni ispirati all’arte africana preistorica e precoloniale. E oggi, nei negozi Emporio Armani, troverete personaggi del mondo dello spettacolo, del cinema e della musica che promuovono la linea. Festa e shopping allo stesso tempo.

RED è un modo per fare acquisti appagando i propri desideri, ma con la consapevolezza di dare un contributo consistente non solo alla raccolta di fondi, ma anche allo sviluppo di una più evoluta concezione di azienda, che sia sempre più vicina ad un comportamento eticamente responsabile ed ecologicamente sostenibile.

E non dimenticate: pagate i vostri acquisti con la American Express (RED). Un ulteriore 1% della vostra spesa andrà al Fondo.

 

No responses yet

Nov 30 2006

Pc in pericolo

Published by Mia under Società

Se sospettassi di avere un virus nel pc mi sentirei più tranquilla: immaginate cosa si prova a leggere sul giornale locale (La Gazzetta del Mezzogiorno) che una nuova forma di crimine (che paga) sta fiorendo a 8 chilometri dal tuo ufficio. Niente che abbia a che fare con sofisticati sabotaggi informatici, o spyware e altre diavolerie simili, no, qualcosa di molto più immediato: dei rapinatori entrano negli studi professionali e rubano tutti i computer. Lo scopo? Estorcere denaro per riavere le macchine, con il prezioso complesso dei dati che contengono. 2000 euro a computer.
E così, dopo la moda del furto delle auto con riscatto, siamo arrivati a quest’originale trovata da far west. Terribile specie per me, che non solo lavoro nello studio professionale di mio padre, ma sono al piano terra ed entrare è semplice per chiunque…
Non so voi, ma io non sono mai stata rapinata (tranne in autobus a Roma, il primo anno, quando mi hanno fregato  il portafogli). Voglio dire: se il furto avviene senza che tu te ne renda conto mi va ancora bene, ma vedere armi puntate contro di me sarebbe tutta un’altra storia! E penso che neppure le lezioni di fitboxe potrebbero essermi d’aiuto :/
Il giornalista che riportava l’infausta notizia suggeriva di usare memorie estraibili da portarsi via ogni sera. Altri suggerimenti?

3 responses so far

Nov 16 2006

Cena blogger a Roma

Published by Mia under Eventi, Società, Web e dintorni

cena_blog_biani.gif

In occasione di PiùBLOG, ricco convegno blogger che si terrà a Roma dal 7 al 10 dicembre (sfruttando il propizio ponte pre-natalizio), Giovy ha pensato bene di organizzare una grande cena nella capitale a cui tutti possono partecipare.

La cena è fissata per venerdì 8 dicembre, ore 20.00, mentre la location non è ancora stata decisa. Potete iscrivervi qui (entro il 27 novembre) e magari suggerire un locale adatto all’evento (io direi in zoma semi-centrale, dove sia più agevole trovare parcheggio, sennò rischiamo di iniziare con due ore di ritardo e di odiare il fortunato di turno che parcheggerà davanti al locale).

Insomma, ecco una bella occasione per fare un viaggio in una città indimenticabile e conoscere gente nuova, ma senza quel disagio tipico delle feste alle quali uno partecipa senza conoscere gli altri e si sente un po’ sulle spine (cavoli, una volta a Padova tutti i ragazzi che avevo intorno sono stati capaci di non rivolgermi la parola per tutta la cena!), no, niente del genere. Alle cene tra blogger ci si sente stranamente uniti… E’ un’esperienza bellissima. :-)

4 responses so far

Ott 26 2006

La febbre da matrimonio

Published by Mia under Donne, Società

damiani.jpg

Uno dei segni dell’inesorabile scorrere del tempo, che ti fa capire che la prima fase della gioventù si è ormai conclusa, è che quando ti siedi al tavolino di un bar per un caffè con le amiche, al posto delle solite chiacchiere che ti erano familiari su vacanze, amori non ricambiati e crisi esistenziali infantili, cominciano a farsi largo tutta una serie di discorsi che ruotano intorno ad anelli, progetti di matrimonio, case (e mutui)… Cose da adulti. Cose da trentenni.
Così, quando con distacco guardavi la coinquilina dell’università (naturalmente più grande), che girava esaurita con una galletta di riso in bocca, sua unica fonte di nutrimento oltre all’insalata, e ripeteva continuamente: "Matrimonio, matrimonio, tutte si sposano, perché loro sì e io no, matrimonio, mi voglio sposare, uomo, matrimonio…" e giustamente ti sentivi sollevata e la guardavi con un certo senso di perfida pietà, ebbene, quando la guardavi non pensavi che sarebbe arrivato così presto il momento in cui anelli e matrimoni avrebbero toccato le corde della tua esistenza (anche se naturalmente tu, che agli uomini puoi dire di no, non arrivi certo alla demenza).
Accade di punto in bianco che le vetrine delle gioiellerie diventano improvvisamente irresistibili; che una storia senza orizzonti sembri senza senso, che non vuoi più vivere da sola, che puoi essere preda anche tu, senza quasi accorgertene, della frenesia di sposarti! Frenesia, badate bene, del tutto irrazionale e indipendente dal fatto di avere o non avere un uomo, che sia o no quello giusto eccetera. E’ il fascino improvviso che esercitano su di te questi antichi riti d’unione tra coppie, un punto di vista più romantico del prosaico "metter su casa", espressione che fa venire la pelle d’oca, chissà perché!

Be’, neanche gli uomini, checché se ne dica, sono del tutto immuni da questo morbo. L’anno scorso ricevetti una proposta di matrimonio da un pazzo in preda alla mania di sposarsi che non aveva nemmeno avuto il coraggio di dichiararsi apertamente (figuriamoci di baciarmi, macchè) e che per farlo stilò un preventivo delle nostre nozze su un tovagliolino di carta del locale dove eravamo, chiedondomi alla fine di firmarlo: io me ne sono guardata bene! E’ questa è la cosa più simile a una proposta di matrimonio che io abbia mai ricevuto! :-)

Ma questa proposta, così vagheggiata dalle donne e in uso in tutti i copioni cinematografici, esiste davvero? E l’anello di fidanzamento viene davvero regalato in questa circostanza?
L’esperienza diretta è che tutti quelli che conosco hanno deciso di sposarsi di comune accordo, senza che ci sia stata una "formale" e romantica proposta, e che un anello non sia necessariamente regalato con tempestività, ma anche dopo il matrimonio… Perciò sono curiosa: chi di voi ha mai ricevuto una seria proposta di matrimonio? E invece un anello?
O pensate che la proposta sia ormai desueta? (Chi detesta l’idea stessa del matrimonio, ovviamente non è chiamato in causa…)

Infine, consiglio per gli uomini: quello nella foto è un anello Damiani di sbalorditiva bellezza. Se volete abbagliare e ridurre in schiavitù la vostra ragazza, usatelo (e poi datemi il merito: possono contattarmi sul blog per omaggi e ringraziamenti!) :-)

11 responses so far

Ott 17 2006

Ricordiamo Anna Politkovskaja

Published by Mia under Società

Forse un blog non sarà un giornale, ma può servire, nel suo piccolissimo raggio d’azione, a conservare una notizia per qualche giorno in più quando la stampa ufficiale non se ne occupa poi più di tanto. Sul sito del Corriere della Sera potete vedere uno stesso articolo della Hunziker di turno per giorni e giorni, intrigante specchietto per un pubblico di lettori molto più interessati alla prima volta di una soubrette che a qualsiasi altra cosa. L’angolo del pettegolezzo vip, insomma. L’adozione di Madonna di un bambino del Malawi sembra un affare di stato, se ne raccontano giorno per giorno tutti i particolari.

Qui invece voglio ricordare una grande giornalista, Anna Politkovskaja. Lo scorso sabato, il 7 ottobre, i suoi connazionali russi l’hanno assassinata a Mosca: una soluzione “politica” a un problema annoso, una falla nel corrotto e censurato sistema giornalistico della Russia. Una donna che diceva solo la verità, a qualunque costo, che si è occupata con dedizione e passione al conflitto in Cecenia, che ha scritto sempre e soltanto la verità. Era insomma una giornalista come pochi al mondo, ma come dovrebbero essere tutti, scrivendo senza lasciarsi corrompere dalla politica, senza propagandare, senza smussare, senza celare parti della verità.

“Anna Politkovskaja è una giornalista del settimanale russo Novaja Gazeta e dal 1999 segue la guerra in Cecenia. Con i suoi articoli ha sfidato la censura di Mosca, parlando delle atrocità commesse dall’esercito russo contro la popolazione civile. Nel febbraio del 2001 è stata arrestata dai militari russi ed espulsa dalla Cecenia. Malgrado le minacce ricevute dalle forze di sicurezza ha continuato a scrivere dalla zona del conflitto. Il commando ceceno che ha preso in ostaggio quasi ottocento persone nel teatro Dubrovka di Mosca ha chiesto che fosse lei a condurre i negoziati con le autorità…” (da Internazionale).

Tutti gli articoli pubblicati dalla Politkovskaja su Internazionale, sono disponibili online. Per riflettere sul conflitto ceceno, ma anche per conoscerla.

2 responses so far

« Prev - Next »