EccessivaMente

Diario sgangherato di una vita milanese

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New life – Chapter 2

giugno 19th, 2009 · 1 Comment

La favolosa Menabrea doppio malto spillata a BiellaSi dovrebbero iniziare le storie dal principio, perlomeno gli usi e i costumi testimoniano in tal senso, ma in questo caso ormai il capitolo 1 si è definitivamente concluso, perciò pace all’anima sua. In realtà alcune cose si trascinano fin dall’inizio di questa vita milanese, chiaramente squilibrata, ma per questo assolutamente gustosa.

Del resto se non mi avessero detto che sono eccessiva se non conducessi la vita che conduco.

Mai a letto prima dell’una e trenta. Non è che lo faccia apposta, ma il desiderio di fare cose è talmente grande che dormire sembra un vero abominio. Persino il consumo di caffè si è ridotto fino quasi a crollare, per una serie di disgraziate circostanze (non certo per mia virtù): non ultimo il fatto che i miei neocoinquilini facciano un caffè-acqua che a berlo ci vuole un bel po’ di coraggio. Occupata la caffettiera dalle otto e cinque fino otto e venti, non resta che prendere lo spunto per comprare la favolosa Brikka!

Mai due volte di seguito un pasto decente. Il mangiare poi a Milano è tutta una filosofia, una questione delicata di misure. Il panzerotto di Luini (buono, per carità) fa venire da ridere a un meridionale, sembra un errore della natura. I cornetti del bar sono lillipuziani, il pane è finto e la pizza è un attentato alla vita. Poi ogni cosa è piccola, una robina, giusto per darti l’illusione che un pasto lo hai fatto. Ma il prezzo è grande e scoraggerebbe il più incallito mangione dal pretendere un bis. Il vantaggio è che non sai più che significhi doversi mettere a dieta e le pubblicità intimidatorie sulla prova costume ti fanno un baffo. Resta di fondo che dovrei cominciare a usare un po’ più i fornelli, ma qualcosa di maligno mi impedisce di farlo.

Mai lavare oggi ciò che puoi lavare domani. Non è che il tempo che non passo a cucinare sia impiegato nella tediosa arte di fare il bucato. Perciò una bella soluzione è comprare nuova roba per non dover lavare né peggio ancora stirare quella già in uso… Pratica che consiglio a chiunque voglia passare una fase di goliardico, stupefacente ozio.

Mai disfare una valigia prima di 45 giorni. Il precedente record di valigia  non svuotata è stato raggiunto nella fase romana della mia vita e ammontava a 30 giorni, ormai clamorosamente battuto da questo incipit milanese: le mie cose non hanno ancora toccato un cassetto, cosa piuttosto deleteria per la salute mentale, specie considerati gli eccessi raggiunti nel disordinare ulteriormente e irrimediabilmente l’intero contenuto.

Mai più con l’agenda in mano. Averla abbandonata perdipiù sulla cassa di un supermercato è solo uno dei tasselli che compongono un puzzle mentale molto confuso, dove si sbaglia con leggerezza la direzione della metropolitana, non si ha idea di quanto si stia spendendo, non si sappia più un bel niente di niente e non si avverta l’antico bisogno di avere tutto sotto controllo…

In questo quadro di eventi e cose non pianificate, c’è forse da stupirsi che domani io sia l’unica pseudo-blogger a Milano a non essere alla Geek Girl Dinner?

Tags: Deliri personali

1 response so far ↓

  • 1 Mirco Conti // lug 11, 2009 at 11:56

    Ciao Mia,
    Brava ad aver riesumato il tuo blog…piacerebbe molto anche a me, ma il lavoro si porta via troppo tempo e il blog è piantato li da secoli.
    Comunque mi fa piacere rivederti online.
    Ma come mai a Milano?
    Comunque in bocca al lupo per tutto.

    PS: forse non sai che ho una bimba meravigliosa di 16 mesi che abbiamo chiamato Mia! Per noi è il nome + bello e in parte l’idea mi venne dopo averti conosciuto, quindi grazie!

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