C’era un tempo in cui nessuno sforzo serviva per buttare in fretta qualcosa nella valigia. Ma quel tempo è passato e la voglia che qualcuno faccia il lavoro per te è sempre più forte, un desiderio che ti fa gongolare come se potessi già vederti teletrasportato su un’amaca sotto palme fronzute con uno di quei frullati tropicali talmente deliziosi che già basterebbero per appagare quattro sensi su cinque.
Sì, non fare nulla… Un pensiero che ti carezza come una brezzolina di primavera.
Per perseguire questo sogno alcune domande si affacciano legittimamente sull’orlo della parte di cervello in funzione: perché affaticarsi a portare tante cose? Meglio comprarle sul posto! Sembra geniale come l’uovo di Colombo. E alla meraviglia di non dover fare niente ora, si associa la gioia irrefrenabile del fare shopping, vero delirio contemporaneo di onnipotenza.
Ma poi il sogno striscia più in basso sospinto da trucide considerazioni: non costerà ancora più fatica dover cercare tante cose indispensabili senza magari avere tempo, voglia, un facchino, qualcuno che già ti dica dove andare e perdipiù sprovvisti di una carta di credito senza fondo?
Insomma, il problema si complica. Allora serve un’altra soluzione. Per esempio fare a meno di tutto e vivere come gli indigeni, ovunque esse siano. A che cosa servirà mai un asciugacapelli? O un accappatoio? Per non parlare delle borse e delle scarpe (oh mio dio, non riesco a scrivere una simile eresia)!
E mentre il tempo scorre simpatico tra queste alternative, tutto giace immoto.
L’arte di partire
maggio 6th, 2009 · 2 Comments
Tags: Deliri personali
2 responses so far ↓
1 Giovy // mag 6, 2009 at 15:38
Forza, mia dolce Mia… riuscirai sicuramente a preparare tutto in tempo, evitando di portare il superfluo (che potrai comodamente spedire) e portando con te le cose che realmente ti servono.
Un bacio.
2 Rita // mag 7, 2009 at 09:59
Avercela, la borsa di Mary Poppins!
Al limite puoi provare con quei sacchetti con valvola di aspirazione… quelli compattano tutto. Basta avere l’accortezza di dare due martellate agli oggetti ingombranti
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