Mar 06 2008
Un salto in libreria
Ultimamente mi sono data ai gialli, come quando avevo tredici anni. Il fascino di Agatha Christie, insensibile al passare degli anni, mi ipnotizza e mi trasporta in un mondo di sogno, dove nonostante i cadaveri spuntino come funghi, non c’è quasi una sola goccia di sangue (altro che i thriller moderni, che poi la notte non riesci a dormire con la sensazione che qualcosa cigoli e che qualcuno con un’ascia si celi nell’ombra). La Christie è la regina del veleno, dei pugnali, dell’attizzatoio, di una morte che sopraggiunge discreta senza sconvolgere nessuno. Superba nel tratteggiare un personaggio con pochi tratti essenziali ed efficaci, divina nel lasciarti sempre puntualmente a bocca aperta, aggrappato a una corda tesa fino all’estremo finale.
I suoi romanzi sono assolutamente felici, non solo nel senso di riuscitissimi, ma proprio per quella capacità di farti dimenticare tutto quello che hai fatto durante il giorno per perderti dietro indovinelli, elucubrazioni, deduzioni, colpi di scena e le battute argute dell’insuperabile Poirot, il celebre detective belga dalla testa a uovo e dalle laboriosissime celluline grigie!
Ma… non di soli gialli si può campare. E infatti bastano pochi minuti in libreria per alimentare sconsiderati, folli desideri letterari. Ecco quello che ho puntato (e per una volta non si tratta di romanzi):
1) “Sempre meglio che lavorare - Il mestiere del giornalista”
Dopo aver letto un piccolo estratto del libro di Michele Brambilla su Italia Oggi, me ne sono invaghita. E’ brillante, divertente, e racconta con aneddoti accattivanti il mondo dei grandi quotidiani, specie quello che fu al Corriere della Sera. Un mondo di astuzie, di talento, di scansafatiche, che trasuda un fascino dal sapore del passato.
Stupendo per esempio, quello in cui racconta dei “buchi”, cioè le notizie che a un giornale sfuggono, ma gli altri pubblicano. Il caporedattore ti sveglia ferocemente fin dal mattino presto e potete anche immaginare che il telefono, squillando, salti sulla testa del cronista pichiandolo con la cornetta. L’idea è quella. E l’aneddoto su una telefonata delle Brigate Rosse al Corriere, che perde miseramente lo scoop per non aver creduto alla voce dall’altro capo del telefono…
2) “La scienza dei Simpson”
Marco Malaspina, giornalista scientifico di Bologna che lavora all’ufficio comunicazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ha scritto un libro davvero spassoso: tutti i retroscena scientifici della mitica serie tv sono passati al setaccio e lasciano a bocca aperta i profani che non li avrebbero mai notati. Formule scritte su una lavagna appaiono per pochi secondi: avete pensato che fossero solo coreografi
che? Neanche per sbaglio! Sono invece autentiche sfide agli spettatori, per esempio l’enunciazione del teorema di Fermat scritto in un modo che pare smentirlo (apparentemente). E lo sapevate che gran parte dei creatori degli episodi de I Simpson hanno una formazione scientifica? Pezzi grossi di Harvard, che hanno costellato gli episodi di riferimenti colti in omaggio ai traguardi della scienza. In questo libro, scorrevolissimo, potrete scoprire un lato che forse finora vi è sempre sfuggito dell’universo della famiglia più famosa d’America. Se siete sensibili al fascino delle scienze, questo libro vi farà felici.