Archive for Marzo, 2008

Mar 10 2008

Into the wild + Virgin radio

Published by Mia under Cinema, Musica

into_the_wild.jpgIl mio è stato un sabato magico e gran parte del merito, bisogna ammetterlo, va all’ultima fatica di Sean Penn. C’è voluto un po’ perché arrivasse anche a Foggia, ma l’attesa è stata premiata dal film più appagante da diversi mesi a questa parte. Uno di quelli che dopo averlo visto non ricordi più cosa l’abbia preceduto, come se tutto scomparisse per ritrosia e vergogna dall’orizzonte della memoria.
Non sapevo che la storia raccontata fosse vera, tanto pare romanzesca che quando l’ho saputo sono rimasta di sasso. Tutto il film è poesia sublime. Fin dalle prime inquadrature trasuda bellezza: il modo di come la camera si muove e ritaglia le immagini come se le accarezzasse, cogliendo ogni sentimento, profondo, puro. Mi è piaciuto subito, quando le distese innevate in Alaska si muovono danzando e sembrano respirare piano con te, avvolgerti in una magnificenza che ti lascia stupefatto e commosso. Da vedere al cinema… Senza intervallo, scorre via questa lunga parabola sulla vita selvaggia, lontano dal consumismo e da qualsiasi schema preordinato. Una vita a dorso del Colorado, in mezzo al deserto, nella neve dell’Alaska per mano di un ventitreenne col cuore pieno di amore e di risentimento, che diverte e ti conquista letteralmente. Non è un film indigesto, tronfio nelle sue emozioni. Ho sempre amato Sean Penn, anche come attore, e se volete saperlo è a lui che avrei dato l’Oscar come miglior film.
Dopo il finale, bellissimo, usciamo stretti nella notte e ci infiliamo in macchina, senza troppa voglia di parlare, paghi di quanto ci aveva riempito gli occhi e il cuore. E non poteva esserci scelta più felice che sintonizzarci su radio Virgin, che come in un sogno trasmette solo musica americana che sembrava venire fuori dalle pieghe del film, una sequenza deliziosa che ha trovato il suo culmine nella bellissima Hotel California. Come dire, il dopofilm può decisamente fare la differenza.

P.S. Abbiamo visto Non è un paese per vecchi, ma io e Giovy siamo usciti dalla sala così scocciati, delusi e nauseati (e non siamo stati i soli, a giudicare dalla delusione che serpeggiava nella toilette) che non ne ho più voluto parlare. Sì, perché a parte il terrore per il killer e una visione ultrapessimistica della vita, quando era il momento di ascoltare il sogno del vecchio sceriffo che avrebbe dovuto dare un senso al film, io mi sono distratta esasperata e ho mandato i fratelli Coen al diavolo.

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Mar 06 2008

Un salto in libreria

Published by Mia under Libri

Ultimamente mi sono data ai gialli, come quando avevo tredici anni. Il fascino di Agatha Christie, insensibile al passare degli anni, mi ipnotizza e mi trasporta in un mondo di sogno, dove nonostante i cadaveri spuntino come funghi, non c’è quasi una sola goccia di sangue (altro che i thriller moderni, che poi la notte non riesci a dormire con la sensazione che qualcosa cigoli e che qualcuno con un’ascia si celi nell’ombra). La Christie è la regina del veleno, dei pugnali, dell’attizzatoio, di una morte che sopraggiunge discreta senza sconvolgere nessuno. Superba nel tratteggiare un personaggio con pochi tratti essenziali ed efficaci, divina nel lasciarti sempre puntualmente a bocca aperta, aggrappato a una corda tesa fino all’estremo finale.
I suoi romanzi sono assolutamente felici, non solo nel senso di riuscitissimi, ma proprio per quella capacità di farti dimenticare tutto quello che hai fatto durante il giorno per perderti dietro indovinelli, elucubrazioni, deduzioni, colpi di scena e le battute argute dell’insuperabile Poirot, il celebre detective belga dalla testa a uovo e dalle laboriosissime celluline grigie!

Ma… non di soli gialli si può campare. E infatti bastano pochi minuti in libreria per alimentare sconsiderati, folli desideri letterari. Ecco quello che ho puntato (e per una volta non si tratta di romanzi):

1) “Sempre meglio che lavorare - Il mestiere del giornalista”

Brambilla.jpgDopo aver letto un piccolo estratto del libro di Michele Brambilla su Italia Oggi, me ne sono invaghita. E’ brillante, divertente, e racconta con aneddoti accattivanti il mondo dei grandi quotidiani, specie quello che fu al Corriere della Sera. Un mondo di astuzie, di talento, di scansafatiche, che trasuda un fascino dal sapore del passato.
Stupendo per esempio, quello in cui racconta dei “buchi”, cioè le notizie che a un giornale sfuggono, ma gli altri pubblicano. Il caporedattore ti sveglia ferocemente fin dal mattino presto e potete anche immaginare che il telefono, squillando, salti sulla testa del cronista pichiandolo con la cornetta. L’idea è quella. E l’aneddoto su una telefonata delle Brigate Rosse al Corriere, che perde miseramente lo scoop per non aver creduto alla voce dall’altro capo del telefono…

2) “La scienza dei Simpson”

Marco Malaspina, giornalista scientifico di Bologna che lavora all’ufficio comunicazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ha scritto un libro davvero spassoso: tutti i retroscena scientifici della mitica serie tv sono passati al setaccio e lasciano a bocca aperta i profani che non li avrebbero mai notati. Formule scritte su una lavagna appaiono per pochi secondi: avete pensato che fossero solo coreografiScienza_Simpson.jpgche? Neanche per sbaglio! Sono invece autentiche sfide agli spettatori, per esempio l’enunciazione del teorema di Fermat scritto in un modo che pare smentirlo (apparentemente). E lo sapevate che gran parte dei creatori degli episodi de I Simpson hanno una formazione scientifica? Pezzi grossi di Harvard, che hanno costellato gli episodi di riferimenti colti in omaggio ai traguardi della scienza. In questo libro, scorrevolissimo, potrete scoprire un lato che forse finora vi è sempre sfuggito dell’universo della famiglia più famosa d’America. Se siete sensibili al fascino delle scienze, questo libro vi farà felici.

 

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