Feb 11 2008
Cloverfield
Si è tanto parlato di questo film, ma io non ho partecipato al tam tam delle notizie accennate, delle aspettative, delle ipotesi a colmare l’attesa. Sono andata a vederlo e basta, e stavolta il merito della scelta è di Giovy.
La trama non è elaborata: un mostro attacca New York (sempre lei, e come potrebbe essere altrimenti?), si scatena il putiferio e un giovane con pochi amici lotta per la sopravvivenza, ma prima deve salvare la donna che ama. Proprio in tanta semplicità è la forza disarmante di questo film, interamente ripreso in soggettiva, con una videocamera a mano dalle incredibili prestazioni tecniche. Non è dato sapere cosa stia accadendo, non ci sono spiegazioni, niente presidenti presi dal panico che devono prendere apocalittiche decisioni, niente operazioni dell’esercito in primo piano, niente giornalisti della Cnn che piombano sulla scena. Insomma, niente di tutto quello che in genere correda la trama di un film del genere.
La storia comincia a svilupparsi durante una bella festa di addio a Mahnattan, dove con pochi tratti si caratterizzano i personaggi principali e tutto quello che bisogna sapere sui protagonisti (ben poco in verità) è reso noto, non una virgola in più; poi la storia si riversa in strada, insieme alla folla, nelle fermate della metropolitana, tra le macerie, in una lotta disperata per la sopravvivenza (ma senza un esagerato eroismo, voli pindarici o incredibili prove di forza). Ho apprezzato molto il fluire di certe scene, il fatto che percorrere una scala non fosse un evento da centellinare al pubblico, l’evolversi delle cose piuttosto rapido, il ruolo del tutto marginale destinato al mostro che pure ha decapitato la Statua della Libertà. Questo nonostante eventi davvero catastrofici stiano accadendo e il ponte di Brooklyn sia crollato.
Cloverfield ha una sceneggiatura ben congegnata anche grazie al pubblicizzatissimo contributo di J.J. Abrams, creatore e produttore del fortunato "Lost". Lavoro che ho apprezzato proprio per quell’arte che mi è sempre piaciuta di raccontare una storia senza il bisogno di sviscerarla, di spiegarne ogni più recondito aspetto, di dare un nome a ogni cosa, cosa piuttosto rara in film destinati al grande pubblico. Il regista Matt Reeves non indugia sui sentimenti più scontati, ma riesce lo stesso a trasmettere un’incredibile inquietudine, mai paranoica, fino al finale riuscitissimo, toccante, gridato, muto.
Per me, otto.
A me non è piaciuto: non ci ho visto niente di particolarmente nuovo … Sempre il solito mostro con la telecamera stile “Blair Witch Project” che fa alcune scene quasi inguardabili. Questa è la mia opinione, personalissima, ovviamente.
Ero insicuro se andare a vederlo o no!
Mi hai fatto incuriosire, penso che Martedi’ lo vedro’!
Franacesco
@Zizio: io non ho visto mai “The Blair Witch Project”, fu così stroncato da tutti che non mi è mai venuto in mente. E per carità, anche la mia è solo un’opinione personale! Non sono un critico e questo è il genere di film che conosco meno. Però mi ha coinvolto, non ho trovato odiosi e insulsi i protagonisti (cosa piuttosto facile in film di questo tipo) e mi è piaciuta la totale assenza di tempi morti. Insomma, mi ha sorpreso, e al di là del fatto che alcuni lo ritengano innovativo ed altri no, sono felice che mi sia piaciuto tanto (perché stavolta potevo anche fuggire, ma penso che Giovy ci sarebbe rimasto male)
da queste parti non è piaciuto a nessuno … grossa delusione sinceramente
@Barbara: visto che parli di delusione, può essere che la campagna mediatica che ha preceduto l’uscita di questo film abbia avuto un effetto assolutamente controproducente. Tutti si aspettavano qualcosa di sbalorditivo e sono rimasti delusi. Oppure il film fa davvero così schifo e io non sono capace di rendermene conto!
Cmq, tanto per non sentirmi sola nella mia valutazione, linko un’altra opinione favorevole, chi vuole può darci un’occhiata: http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=54569.
Ciao
Sei riuscita ad incuriosirmi parecchio, lo vedrò!