Archive for Gennaio, 2008

Gen 24 2008

L’agonia del Nokia N70

Published by Mia under Deliri personali, Vita vissuta

Va bene, confesso. L’ho fatto cadere, diverse volte. Ma non mi pare una buona ragione perché possa abbondanarmi dopo solo un anno e tre mesi di servizio! Detesto cambiare cellulare, mi sembra uno dei gesti più rappresentativi dello sfacciato consumismo moderno (finché una cosa funziona, io la uso). Il mio primo Nokia ha vissuto 5 anni con me e cambiarlo è stato un trauma, mi ci ero affezionata, ma ormai la sua ora era arrivata… Mentre tu, N70, perché dai i numeri? Eppure non ti ho rovesciato la birra sopra… (come al mitico 3210, che dopo qualche ora di autentica ebbrezza, tornò a funzionare perfettamente). Sei solo cascato dal tavolo, perché mi vuoi abbandonare? Perché non mi fai scrivere i messaggi? Perché ti alteri tutto e visualizzi dei deliri onirici sul display? Sapessi almeno come prelevare i 600 messaggi che contieni :-(

Bah… Non fanno più i telefoni di una volta.

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Gen 13 2008

La promessa dell’assassino

Published by Mia under Cinema

La_promessa_dell__assassino.jpgQuando sei fuori dal mondo perché non hai tempo di leggere qua e là e sei uno che odia la televisione - perciò non la guarda - e peggio ancora vivi in un posto dove non c’è alcun manifesto pubblicitario dei film in uscita, può capitare che esista un Cronenberg al cinema e che tu lo scopra passeggiando all’ultimo momento. Proprio come è successo a me e a Giovy, che ieri sera ci siamo imbattuti nella pubblicità del cinema che proiettava "La promessa dell’assassino" (Titolo originale: Eastern Promises) e abbiamo deciso di bidonare il povero Will Smith all’ultimo minuto.
Non ne sapevamo niente, ma abbiamo convenuto che Cronenberg val bene un salto nel buio.

La storia è incentrata su una quattordicenne russa morta mentre dava alla luce la figlia. Una ragazzina vittima delle solite promesse bugiarde, che dalla Russia finisce a Londra in un postribolo a uno e consumo della mafia russa del posto. L’ostetrica, Anna, di origini russe pure lei, trova il suo diario e, facendolo tradurre, cerca di ritrovare la famiglia della povera orfana e la storia di sua madre. Il film è bello, non c’è una sola sbavatura e cresce lentamente, prendendo corpo poco alla volta e diventando sempre più coinvolgente. Non parlerei però di vera tensione, da questo punto di vista mi è parso più riuscito il precedente A History of Violence. La trama qui segue un ritmo parallelo, ma il vero colpo di scena a tre quarti del film non è riuscito a scalfirmi come avrebbe dovuto. Ma forse non era quello lo scopo. Probabilmente questo è un film più squisitamente morale, dove una sorta di giustizia riesce a chiudere il cerchio, dove il dilemma più forte è quale sia la cosa giusta, perché uccidere, perché vivere. Il germe della vita che viene preservato a tutti i costi.
Viggo Mortensen, il protagonista indiscusso, è straordinario ed è sua la scena più bella del film, quella in cui, completamente nudo, lotta furiosamente e silenziosamente nei bagni turchi, dove due uomini cercano di ucciderlo con la mano armata dal coltello. Ed è sempre lui che in qualche modo semina la tranquillità, la fiducia, la giustizia, la temeraria perseveranza. Impenetrabile, come sempre, ma allo stesso tempo umano.

Tutto il cast è assolutamente all’altezza. Un plauso in particolare a un Vincent Cassel rozzo, ubriacone, buffone, e in qualche modo disperato. Bravo Cronenberg, ma non grido al miracolo.

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Gen 07 2008

Che vuol dire che sono eccessiva

Published by Mia under Deliri personali

candeline.jpg

Due anni fa, quasi per gioco, nacque questo blog per mano di PrometeoGiovy e si decise che doveva chiamarsi EccessivaMente (facendo chiaramente riferimento ai miei vivaci neuroni). Avevo davvero ben poca dimestichezza con i blog e pensai che sarebbe emerso dai miei post il perché di questo nome. Invece, visto che questo blog non ha mai preso la forma di un diario personale, a molti sembrerà un nome scelto a cavolo.

E invece no. Sono eccessiva, così disse una sera d’estate il mio caro amico Agostino. Sarà vero? Il senso va colto nella giusta sfumatura ed è per questa ragione che trovo sensato metterne a parte gli avventori blogger e non blogger che capitano da queste parti.

Queste alcune ragioni da antologia classica:

1) Durante la proiezione del film A.I. di Spielgberg, dopo un’ora, quando appare una terribile mongolfiera vicino alla pallida luna per rapire il dannato bambino artificiale, le lacrime scesero sul mio viso. Il momento non era particolarmente commovente e in effetti le mie erano lacrime di disperazione, visto che il film mi faceva schifo, mancavano due ore alla fine e non avevo modo di andarmene (bisognerebbe evitare i cinema senza fila centrale per la fuga!).

2) Quando devo scrivere un sms posso impiegare anche un quarto d’ora buono (dipende dall’importanza del messaggio e dalla complessità emotiva del contenuto). Probabilmente eccedo in pignoleria: il testo deve essere armonioso, non può finire in modo brusco, né saltare di palo in frasca, né contenere errori grammaticali, omissioni di accenti e di punteggiatura meno che mai. Insomma, dev’essere letterariamente perfetto. Così a volte, se proprio non riesco a condensare in modo efficace quello che voglio dire o vedo che si perde di effetto, dopo che mi sono saltati i nervi, ho sprecato tempo e mi sono sentita ridicola, mando tutto a quel paese e faccio una bella e pratica telefonata.

3) Se una persona mi è sgradevole non ne faccio mistero con i miei amici (per fare la parte di quella buona alla quale piacciono sempre tutti anche se non è vero) e se incappo un tipo veramente molesto non è un mistero nemmeno per lui, poiché non riesco a mentire per educazione. Così per esempio quando una volta intravidi in lontananza un corteggiatore assolutamente sgradevole che mi stava perseguitando da sere, mi saltarono tutte le valvole e per giurare al mondo che non l’avrei sopportato ancora, cominciai a gridare per strada che se provava ad avvicinarsi l’avrei mandato a quel paese una volta per tutte (lui aveva qualche rotella fuori posto). Le mie grida erano così avvincenti che un automobilista per osservarmi meglio stette quasi per arrotare un povero e solitario passante…

4) Su certe cose sono intransigente: se un uomo che ci sta provando getta una carta per terra o dichiara di non aver mai letto libri, si è appena bruciato tutte le sue possibilità.

5) Pur di finire di leggere Il prigioniero di Zenda, quando facevo la quinta elementare, arrivai ad avere i capogiri per mancanza di cibo e di acqua (attraversai a stento il corridoio per arrivare in cucina, ma c’è da dire che mangiavo pochissimo). Quando iniziavo un libro non riuscivo più a fare altro finché non lo finivo, anche se ci volevano dieci ore e mi svegliavo tranquillamente alle sei del mattino nell’ansia di continuare.

6) Amo fare shopping, purché avvenga in una giornata di sole, non di sabato, nel centro di una città ricca di bei negozi e senza che sia una missione per cercare qualcosa in particolare. Però detesto i centri commerciali e i cinema nei centri commerciali, penso siano i posti più brutti e deprimenti del mondo e se qualcuno mi propone di andarci mi viene l’agonia.

7) Sono assolutamente meteoropatica: appena esce il sole sorrido automaticamente, mentre se è nuvoloso per troppi giorni (come è capitato adesso, per esempio, è dalla vigilia di Natale che è tutto grigio e oggi si è aggiunta una nebbia strafitta) non riesco proprio ad essere contenta.

La lista di stravaganze, esagerazioni, modi di fare troppo irruenti potrebbe continuare ma a quel punto anche il curioso più incallito si sarebbe già addormentato. Io ritengo che questi cenni siano sufficienti a dare un’idea del perché mi si dica che sono eccessiva, quindi non solo perché a volte divento logorroica (vedi vari barcamp) o vado in estasi per una tagliata podolica a Matera… ;-)

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Gen 03 2008

Buon anno!

Published by Mia under Comunicazioni

Certo, non sono tempestivi, ma gli auguri valgono lo stesso :-) Dopo aver goduto di tutti i concerti di Capodanno e aver decretato come vincitore assoluto quello viennese, visto l’entusiasmo del pubblico, il repertorio e la bravura (nonché la simpatia) del maestro, spero che tutti abbiano passato un Capodanno fantastico, come comanda Iddio. E auguro altresì un anno pieno di risate, di gioia e di divertimento. Che possiate sentirvi come ragazzini! ;-)

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