
Ebbene, parliamoci chiaro. Restare a casa a Capodanno è da veri sfigati. Roba che bisognerebbe almeno salvare la faccia mentendo spudoratamente e inventando un megaparty di duecento persone in una tale villa, che ci siete andati con un amico dell’ultimo minuto venuto da fuori. Sì perché quella del 31 dicembre è la notte più esaltante dell’anno, quella in cui anche chi di solito ha il coprifuoco può tornare a casa all’alba, quella in cui l’intero pianeta fa rumorosamente festa, quella in cui la prospettiva di adescamento raggiunge picchi vertiginosi, quella grazie alla quale puoi pensare a cosa metterti fin da due mesi prima, come al ballo della scuola.
Eppure i giorni passano e nulla si organizza. Fatalità vuole che sia quasi un must aspettare prima di ponderare le varie ipotesi possibili, continuando a chiedere e a sentirsi chiedere: "che farai a Capodanno?"; fanno eccezione solo le comitive di amici imbalsamate che nei secoli dei secoli organizzano la medesima festa in casa con gli stessi 18 partecipanti. Tutti gli altri se la tirano, eccome! Non vanno mica a fare la spesa, no, passano il tempo a farsi invitare senza scegliere nulla perché se scegli troppo presto ti puoi precludere la possibilità di accettare un invito ancora più allettante all’ultimo minuto. Ci sono poi quelli che nessuno li invita e devono un po’ vedere cosa fare. Ci sono anche quelli che preferiscono abbuffarsi e partecipano alla serata dell’agriturismo con menu da infarto per soli 50 euro a persona. Be’, si sa che a Capodanno i locali ingrassano come oche, proponendo un oliva e due cucchiai di lenticchie a 100 euro a persona. I volantini con le varie opzioni fioriscono per le vie delle città, cercano la tua attenzione, inducendoti a pensare che sia molto importante che tu partecipi al loro frizzante cenone.
Ma cosa c’è di più noioso che passare la notte di Capodanno a rimpinzarsi come vecchi ingordi?
La discoteca, lì sì che si balla, ma cavoli, sembra una notte tale e quale alle altre, e perdipiù non si capisce niente con quella specie di musica tribale che ti rincretinisce il cervello. Meglio la piazza di una grande città, con i concerti gratis, la calca che non ti fa sentire solo, però se muori di freddo o viene a piovere sono affari tuoi.
Così, ogni anno, si ripete l’agonia della scelta. Le coppie vanno in crisi, i single vanno in fibrillazione, il tedio prende il sopravvento. Cosa fare che sia davvero, davvero memorabile? Il più delle volte, per un sacco di gente (come da testimonianze raccolte tra blogger e non blogger) tante aspettative vanno a farsi friggere. I Capodanni sono una sfilza incredibile di bidoni, serate noiose, locali che decidete di evitare per tutto il resto della vostra vita futura, feste in campagna dove siete morti di freddo, riunioni di parenti sbagliate, comitive da cui siete fuggiti come la peste, feste in casa che sono risultate incredibilmente deprimenti… Allora cosa dobbiamo fare?
L’angoscia di fine anno colpisce ancora.