Archive for Settembre, 2007

Set 28 2007

Bollenti spiriti a Bari

Published by Mia under Web e dintorni

A causa del frenetico sussedersi degli eventi lavorativi (è come cercare di contare i granelli di sabbia in un secchiello colmo) ho appena realizzato che posso partecipare al Camp sulla creatività organizzato a Bari: il BollentiSpiritiCreativeCamp. La partenza è tra un’ora con il mio Giovy, propulsore perché sempre più informato di me, e i compagni di viaggio Googlisti!
Di cosa si parlerà esattamente a questo Camp?

Ecco quello che c’è sul wiki:

"Il Bollenti Spiriti Creative Camp è dedicato ad artisti, creativi,
operatori della cultura e dello spettacolo, amministratori pubblici,
chiunque abbia qualcosa da proporre, mostrare, imparare o condividere
con uno spirito curioso e aperto.

L’invito è rivolto ai giovani creativi (ma fino a quando si è giovani?
:), a chi lavora nel campo delle politiche giovanili. Ma anche a chi –
di qualunque età - crede nella condivisione di esperienze e competenze
tra generazioni.

  • Progetti ed eventi creativi: Corsi, eventi, concorsi, festival, associazioni, progetti, esperienze già realizzate, in corso o in preparazione.
  • Reti della creatività: Occasioni per far nascere collaborazioni tra creativi, operatori, organizzatori di eventi
  • Nuovi media e creatività: Le nuove tecnologie (e filosofie) dell’informazione e della comunicazione al servizio della creatività giovanile
  • Politiche e servizi per la creatività: Quello che c’è, che ci sarà o che ci potrebbe essere per la promozione e il supporto della creatività giovanile
  • Produzioni creative: Performance, reading, presentazioni,
    corti… tutto ciò che può essere presentato in una sala attrezzata con
    videoproiettore, schermo e un piccolo impianto di amplificazione.
    Musica magari no. E’ difficilmente compatibile con le altre discussioni
    in corso."

Sembra interessante, resto però molto curiosa: come si intrecceranno le politiche giovanili con la creatività?

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Set 17 2007

I Simpson al cinema

Published by Mia under Cinema

Simpson.jpgPerché un film dei Simpson? L’obiettivo dichiarato di Matt Groening era questo: «Volevamo raccontare una storia dei Simpson
sull’enorme sfondo di uno schermo cinematografico per ascoltare un cinema pieno di gente che ride
insieme»
. La magia del cinema è infatti proprio questa: un grande schermo che cattura totalmente la tua attenzione, le reazioni che colgono un’intera platea, la condivisione di una risata o della paura, il suono corale che si spande dalle poltrone (insieme al profumo dei popcorn)…

E le risate ci sono state, con tanto di scrosciante applauso d’inizio al solo apparire del logo della 20th Century Fox, un monolite sullo schermo di incredibile impatto emotivo. La storia, diretta da David Silverman, prende l’avvio accompagnata da tutti gli elementi classici della geniale serie tv: il cartoon di Grattachecca & Fichetto, le immancabili citazioni cinematografiche (Titanic proprio all’inizio), gag a non finire (Burt sullo skateboard completamente nudo)… Tutto questo è esaltante per i primi minuti, ma il resto dei personaggi che hanno reso quasta serie tv un autentico capolavoro del piccolo schermo sono relegati ai margini della storia: Milhouse che corteggia vanamente Lisa, il commissario Winchester con la sua immancabile arguzia, Boe, il signor Burns e i suoi cani…
Insomma la storia comincia bene, con un raggio di luce divina che colpisce il vecchio nonno Simpson, ma poi diventa troppo fantascientifica, irreale, senza che questo rappresenti un qualche vantaggio. Invece di approfittare per ordire sordidi intrighi cittadini, gli sceneggiatori (che hanno riscritto il film più di 100 volte, gliene diamo atto!) spostano il tiro e l’intera città diventa protagonista della storia. Il motivo è pretestuoso, la gaffe di Homer, che condanna l’intera Springfield, troppo tirata per le orecchie. L’EPA (ente per la protezione ambiente) vuole distruggere l’intera città col beneplacido dell’ignavo Schwarzenegger, presidente degli Stati Uniti, perché troppo inquinata! E i Simpson finiscono persino in Alaska, quando avrebbe fatto più presa (almeno questa è la mia opinione) una trama che coinvolgesse la città al suo interno, con una trama meno apocalittica e più capace di generare tensione: come la doppia puntata sul presunto omicidio del signor Burns, tanto per fare un esempio.

Non mancano ovviamente le gag divertenti e le battute pungenti: ad esempio Marge dice a Lisa: “Sei una donna, puoi serbare rancore per tutta la vita”, un robot che disinnesca bombe si suicida per lo stress di dover decidere quale filo tagliare, Burt si traveste da Topolino e dice “sono la cheerleader di una pessima multinazionale!”… Le battute vengono fuori copiose dal solito cilindro e bisogna dirlo, vedere la famiglia gialla sul grande schermo è una autentica gioia per gli occhi. In ogni frame trova posto un maggior numero di dettagli e di personaggi, molte scene sono stupende, hanno un respiro che il piccolo schermo non potrà mai offrire ed è veramente magnifico godersele… Pare di entrare in casa di Homer, nella chiesa del reverendo Lovejoy, di poterli quasi toccare con mano. Peccato che alla fine non sia scattato l’applauso.

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Set 13 2007

I giochi di una volta

Published by Mia under Società

Ieri sera, mentre leggevo Underworld di Don DeLillo, sono arrivata al punto in cui un professore nella New York del 1951 guarda giocare i ragazzi per strada. Li osserva, sente i loro schiamazzi e, parlando con un cameriere che fuma una sigaretta durante la pausa, osserva che nel 1951 non ci sono più i ragazzini di una volta buttati per strada a giocare.

Questo mi ha fatto pensare che è vero, un tempo si giocava per strada mentre ora è difficile vedere gruppi di bambini che si trastullano nelle pubbliche vie. Oddio, è facile vedere gruppi tipo comitive, coppie, ragazzini delle medie che fumano dietro i cespugli, ma chi diavolo gioca più a nascondino? A "uno, due, tre… stella!"? E così, sull’onda della nostalgia, mi sono ricordata di giochi bellissimi che nemmeno ricordo bene, che certo, hanno un senso solo se sei piccolo e che forse già i bambini di oggi non possono più conoscere.

Per esempio la "Campana". Non conosco l’origine del nome, ma si tracciava col gesso sui marciapiedi un tracciato fatti di 10 caselle numerate: prima la 1 e la 2, in seconda fila solo la 3, poi la 4 e 5 e così via. Ciascuno si sceglieva un sasso studiandolo attentamente perché sarebbe servito per lanciarlo nelle caselle: se la pietra usciva fuori dai bordi della casella perdevi il turno, altrimenti potevi saltellare, sempre facendo attenzione a non toccare i bordi delle caselle, dalla 1 alla 10 e ritorno. Passando vicino alla casella con la pietra, al ritorno, la riprendevi al volo per poterla lanciare ancora dalla base di partenza…

Un altro gioco molto più complicato e che ricordo appena, tipico delle bambine, si faceva con un lungo cerchio di elastico. Due amiche si infilavano nell’elastico e lo tenevano teso, in modo che si formasse una doppia corda. La terza doveva fare una serie di esercizi sempre più difficili, calpestando e facendo di tutto con questi elastici, passando anche di livello, finché non sbagliava. Come si intrecciava quell’elastico! Ci voleva molta abilità, mi appassionava da morire, ma non ho mai primeggiato. Bisognava ricordare tutti i passi, altrimenti perdevi il turno, e la mia memoria non è mai stata a prova di bomba.

Chissà, magari qualcuno trova familiari questi giochi! O forse da una regione all’altra cambiavano tantissimo. Cosa facevate alle elementari? (Be’, io facevo mille altre cose, ero piuttosto turbolenta come bambina ;-))

Non so se sia vero che oggi i bambini non fanno più quello che facevamo noi, ma se così fosse, se tutta la fantasia si fosse esaurita per seguire giochi da playstation e altra roba industriale, cavoli, mi dispiace davvero per loro.

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Set 09 2007

Il sabato secondo me e la cucina secondo K

Published by Mia under Cucina, Deliri personali

Sabato sera da sola, mentre chi ha potuto (tra gli altri il mio Giovy) se la spassa vicino Ravenna al RomagnaCamp. Un sabato che non voglio finire perché sono preda di una vitalità incredibile che pare un delitto soffocare con la banale e razionale convenienza ad andare a dormire. Fuori casa dalle 19.30 (odio stare troppo in casa), passando per una gelateria, poi dalla cara Dolores per sperimentare i suoi trucchi, poi a vedere un pezzetto della partita Italia-Francia di cui davvero c’importava pochissimo, poi in un caldo pub a bere qualcosa, poi a scommettere (e vincere, ovvio) su chi avesse girato Satyricon… L’ebbrezza della vittoria mi ha scaldato il sangue (ok, sono stata fortunata ad imbattermi con qualcuno che insistesse per sostenere che tale regista fosse Pasolini) e così non sarei mai tornata a casa, sarei andata ovunque. Ma mi è mancata la compagnia, così sono dovuta adattarmi a tornare a casa. Tengo a precisare che non sono mai riuscita a vedere Satyricon, se non qualcosa di più dei primi quindici minuti…

Ma non può finire qui. Quindi scrivo un post, ché di giorno non lo farei con tanta disinvoltura, e intanto masterizzo un po’ di episodi della terza seria di Desperate Housewives, che vedrò appena la lentissima masterizzazione a 2x sarà ultimata.

Approfitto anche per decantare le lodi di K. E’ da giorni ormai che non faccio altro che leggere il blog di K. Lei posta un sacco di ricette appetitosissime e si vede che è una che ama la cucina e che se la cava bene. Non ho potuto resistere, così ho sperimentato i suoi turbantini di pesce ai pistacchi. E’ genovese e inventa i pesti come se niente fosse. In questo piatto c’è un pesto di basilico, pistacchi e pecorino che è davvero favoloso (io non sono avvezza al pesto, sono pugliese e da queste parti non fa nessuno)! Unico neo: l’aglio nelle zucchine. Consiglio caldamente la cipolla perché il sapore dell’aglio, a meno che non siate dei suoi fanatici appassionati, le rende troppo pesanti e indigeste. Comunque lei è una grande ispiratrice per me che vivo in una terra dove non c’è una grande tradizione culinaria sul pesce…

Be’, a quanto pare il mio dvd è pronto. Saluti ai Romagnacamper, ai nottambuli della Notte Bianca a Roma, ai cuochi-blogger e a chi come me non si è potuto muovere nel weekend per lavoro. Notte ;-)

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