Ago 02 2007
La sindrome della fine delle vacanze
Cosa c’è di più triste di tornare a casa dopo una vacanza troppo breve? Quale agonia più grande?
Fin da sabato il mio entusiasmo era scemato (Giacomo Leopardi sarebbe stato d’accordo con me), le maglie finivano nella valigia, nessuna prospettiva poteva allettarmi. Le ore passavano fatali come se mi stessero avvicinando a una condanna perché nella testa spuntavano mille idee di cose che ancora volevo fare ma che non potevo far altro che respingere, accantonare, rimuovere definitivamente. Otto giorni a Monte Campione (BS) stavolta non mi sono bastati. Sarà che fa decisamente troppo caldo sotto i 1200 metri, oppure la colpa è solo del fatto che sono in ufficio, con una voglia di lavorare che è vicina allo zero assoluto, ma questo rientro l’ho preso veramente male.
Sono così triste che mi manca persino la tv. Dovete sapere che per un anno intero non ho guardato la tv, e questo significa che non ho mai guardato alcuno dei programmi trasmessi dalle reti televisive (eccezion fatta per un paio di film trasmessi da Sky a casa di Giovy). Della tv detesto la pubblicità, e ho smesso di vederla perché nel stragrande maggioranza dei casi non trasmette niente che valga la pena guardare (il tempo è poco e il cervello si offende facilmente).
Ma in montagna, con lo sfondo delle splendide conifere, ho passato ore meravigliose a digerire seguendo alcuni dei film pomeridiani di rete 4: indimenticabili L’uomo che non sapeva amare e Wagon-Lits con omocidi per il gran ridere (il primo troppo ridicolo, il secondo realmente comico)!
Del resto in questo paese spopolato è facile cadere preda della depressione e vivere ordendo fantasiosi piani per andarsene via e la sindrome da rientro è tale che non sembra che esista davvero una soluzione, nulla di allettante riesce a profilarsi all’orizzonte. Si giace al caldo, con una disgustosa propensione alla commiserazione, così fuori posto che nemmeno i ricordi della recente vacanza riescono a prendere corpo.
Ma prima o poi finirà il mese di agosto… Arriveranno il freddo, le sciarpe di lana, altri lavori urgenti da fare, Natale, magari la neve: un filo di ottimismo ti tiene in vita.
certo che io e te siamo agli antipodi! io adoro il caldo ed odio il freddo dell’inverno!
pazienta ancora un pochino, il freschetto arriverà presto e con lui tutto il resto…pioggia, nebbia, naso che gocciola e piedi freddi!
un baciotto cara e saluta per me Giovy!
Ciao Mia,
Se ti può consolare pensa che io non faccio un giorno di ferie ad agosto quindi la sindrome della fine delle vacanze non so neanche cosa sia. Però a settembre una settimana me la concedo!
Buon rientro e un saluto!
@margetta: dipende dal caldo, anch’io lo adoro, ma sopra i quaranta gradi… a quel punto preferisco la neve
@Mirco Conti: dai, fare le vacanze a settembre porta fortuna! In genere agosto è un mese sfigato (e neanche stavolta pare smentirsi…). Sono felice che sia passato di qua, un saluto anche a te e a presto
Bello il caldo, bello pure il freddo… Rimane cmq il fatto che sono finite le vacanze, o peggio ancora che si torna in ufficio :\
Saluti lavorativi a te e a Giovy