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Diario sgangherato di una vita milanese

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La bellezza a tutti i costi

luglio 4th, 2007 · 2 Comments

dove.jpgLa notizia della vittoria dello spot di Dove al Festival Internazionale della pubblicità di Cannes non è certo fresca di giornata, ma merita una riflessione, per quanto necessariamente breve.
Ho visto tempo fa il video dello spot Evolution realizzato per il Self esteem fund di Dove: una ragazza carina, ma certamente non una bellezza mozzafiato, viene trasformata completamente prima da trucco e acconciatura, successivamente (vero colpo di grazia) dalle manipolazioni incredibili dei software per il fotoritocco. Ed ecco apparire una donna che non esiste, con il collo più lungo, gli occhi più grandi, la pelle così perfetta, levigata, luminosa che lascia incantati. La stessa donna che finirà sulle riviste femminili e che farà soffrire migliaia di ragazzine desiderose di essere come lei. Ragazzine ignare del fatto che quella bellezza, dal vero, non esiste.

Questo perché oggi una donna cresce con la consapevolezza che essere belle è un dovere e una necessità prima ancora che una soddisfazione personale. La bellezza serve per lavorare, per avere successo, per avere amici, per ottenere cortesia, per essere stimate e ammirate. Perciò mentre è giusto cercare di essere al meglio, è meschino ricorrere a dei biechi espedienti per distorcere e manipolare l’idea della bellezza. L’innaturalezza che ci propinano con tanta disinvoltura porta davvero a dei confronti crudeli, dove non si può che uscire sconfitte. Un plauso perciò alla campagna per la bellezza autentica di Dove, e alla ricerca della naturalezza in un mondo ormai troppo artefatto. Che possa aprire gli occhi a chi ne ha davvero bisogno.

Tags: Società

2 responses so far ↓

  • 1 Kripsio // lug 5, 2007 at 00:31

    Permettimi il gioco parole: parlare di bellezza è uno degli argomenti più belli su cui intavolare un discorso.
    Hai fatto un’ analisi lucida.
    La bellezza è quasi un esigenza per vivere nel branco (ognuno è libero di restarne fuori ovviamente) anche se la retorica spesso dice, mentendo, il contrario. Bellezza nella cura del corpo (pochi possono blasonarsi della dote di nascere incantevoli per chiunque ma ognuno può curare la sua persona, farsi consigliare e rendersi piacevole), bellezza nel vestire ma anche bellezza nel dialogo e sopratattutto nel rapporto: questi non credo sia solamente un incontro di emozioni ma anche il trovare un equilibrio tra le varie accezioni del bello.

    Ribadisco la lucidità e la piacevole mancanza di abbassarsi alla ricerca dell’ovvietà per il plauso dei distratti quando ricami sulla _ricerca_ di una bellezza naturale dissociandoti dagli artefici aberranti ed a tratti diabolici della costruzione di una palesemente artefatta bellezza che, quindi, tale non è.

    Ricercare lo valuti quasi d’obbligo e bluffare pratica sconveniente e controproducente se il bello, nelle sue mille sfumature, è l’obiettivo. Condivido.

    Non sto a sindacare sulla moralità di una scelta pubblicitaria, le regole che si seguono per raggiungere il target di mercato esulano completamente da quello che è il mio microintervento.
    Mi soffermo su un particolare della campagna autentica di Dove che citi: il sorriso.
    Non sguaiato, ne di circostanza ma sincero. Banalmente credo sia quello la chiave e la forza che sottende tutto il tuo messaggio.

    Il sorriso e la solarità (termine cacofonico ma non me ne vengono in mente di migliori ;) ) che difficilmente ci accompagnano e difficilmente si somministrano, per pigrizia, ogni giorno sono gli elementi di bellezza più autentici e profondi che una persona possa regalare. Rendono
    migliore la giornata delle parti che si incontrano e piacevole il trascorrere del tempo. Non gratuita leggerezza, non convenevoli da piazzista, ma sincera voglia di condividere il tempo con chi ti capita
    di incontrare.
    Lo trovo vincente, lo trovo il metodo migliore per iniziare un processo di ricerca del bello.

    Scriveva MLK: l’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the… c’è da imparare.

    Grazie per avermi fatto scrivere qualche minuto.
    Un abbraccio

  • 2 Mia // lug 5, 2007 at 13:12

    Ciao Kripsio!
    Non posso che essere d’accordo con te sulla bellezza di un sorriso e questa cosa mi ha fatto venire in mente una differenza che ho notato tra uomini e donne quando sfogliano una rivista e trovano il classico servizio di moda: i primi trovano quelle donne fredde e spesso le giudicano antipatiche (almeno, i casi che ho osservato io) perché hanno sempre espressioni aggressive o indifferenti, e penso che preferirebbero di gran lunga la commessa formosa del supermercato, le seconde contemplano con invidia delle favolose perché magre, con vestiti che nella gran parte dei casi vorrebbero avere anche loro, splendidi capelli e una meravigliosa, sottile aria di sensualità che sottintende la loro figura… Due cervelli, due universi distinti (e inconciliabili?)

    Nel mio post mi riferivo proprio alla venerazione piuttosto diffusa nelle donne per i modelli che appaiono sulla carta stampata. Una mia compagna, al liceo, provava un autentico struggimento quando sfogliava una rivista (io per fortuna ero talmente magra che non ne avevo bisogno) ed è per questo che ho voluto dire semplicemente che va bene perseguire la bellezza (per me la forma vale quasi quanto la sostanza), ma almeno che questa sia, nell’ideale diffuso, qualcosa di raggiungibile, di più vicino al vero.

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