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Diario sgangherato di una vita milanese

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La notte con Imma Turbau

marzo 16th, 2007 · 7 Comments

Il gioco dell impiccatoL’avevo iniziato per prendere sonno. La carta è piacevole, giallastra e ruvida, fa molto classico. Pensavo fosse un libro striminzito, ma non lo è: le pagine sono piuttosto corpose, e non finiscono così in fretta. Il libro di Imma Turbau, Il gioco dell’impiccato, che Castelvecchi editore ha mandato a Giovy in pre-print e che mi sono fatta subito prestare, mi ha inghiottito in un universo morboso e adolescenziale. Sapevo che avrei dovuto smettere, ma non ho voluto. Ho sentito il bisogno di continuare a leggere. Il tempo passa e gli occhi cominciano a farmi male… Solo cinque anni fa non capitava una cosa del genere e potevo leggere fino alle cinque del mattino senza problemi.

Vado avanti lo stesso. Mi piace com’è scritta questa storia, è avvincente, è umana e pare straordinariamente autentica. Mi sento coinvolta in qualche modo e questa è una cosa inquietante. Ho la strana sensazione di avere qualcosa a che vedere con queste vicende di adolescenti catalani che vivono il loro primo amore, con questa ragazza che mi affascina e mi stupisce nello stesso tempo, con il suo amore per l’inchiostro e la bellezza dei caratteri, di cui capisco forse troppo bene il barricarsi dietro la freddezza. Ma peggio ancora, mi sento lontana da lei quando è capace di fare cose che io non ho mai fatto, mi sento spiata dal mio stesso passato, avverto quasi con insistenza le sgomitate di sentimenti indecifrabili che si fanno strada in quella lingua di terra che c’è tra cuore e ragione.
Il battito aumenta, c’è ancora un mistero da svelare e da brava narratrice, seguendo il più classico degli schemi, Imma non può che rivelarlo alla fine. Vado avanti fino alle ultime pagine. Mi sento come se ci fossi stata, come se avessi conosciuto questi ragazzi, come se avessi un legame profondo con la Catalunia e i sordidi delitti lì che si sono consumati. Gli occhi mi fanno proprio male, ma nemmeno guardo l’orologio: l’incoscenza conserva intatto tutto il suo vecchio fascino e se c’è una cosa che ho sempre adorato è fare la cosa sbagliata al momento sbagliato.

Finisco alle tre. Tiro come un sospiro di sollievo, ma allo stesso tempo ci resto male. Dentro di me si affollano una moltitudine di sentimenti che non capisco, cerco di sprimacciare bene il cuscino perché arrivi il sonno a calmarmi. So che il libro mi è piaciuto molto, ma non voglio credere che sia un’opera di fantasia. A me è sembrato troppo vero, così mi chiedo come ho fatto a non capire subito che “il gioco dell’impiccato” non poteva essere un qualche machiavellico e perverso rito tra i protagonisti, ma proprio quello stesso gioco che abbiamo fatto tutti, a scuola, con la misteriosa parola da indovinare nascosta sotto i trattini e il palo a cui appendere chi non ci riusciva.

Tags: Libri

7 responses so far ↓

  • 1 Arcadi // mar 21, 2007 at 07:28

    tu lo consigli quando uscirà quindi? Un giorno o l’altro se ti va, ti faccio leggere il mio. :)

  • 2 Mia // mar 21, 2007 at 18:30

    Con piacere, lo sai che mi piace leggere :-)
    Grazie della visita, mi hai ricordato che ho un blog! Il lavoro mi impegna talmente che piuttosto che scrivere con poca ponderazione, preferisco non scrivere nulla.

  • 3 simone // apr 10, 2007 at 12:29

    Lo sto leggendo, ovviamente l’ho comprato, su vostro consiglio :-)
    In effetti sembra molto carino, lo finisco stasera e vi dico.

    Cià

  • 4 carodiario // apr 11, 2007 at 20:45

    Un libro che si lascia leggere facilmente, scorrevole e di sicuro impatto emotivo.
    Difficile non simpatizzare per la protagonista Sandra, carattere forte e determinato ma con momenti di debolezza ed ingenuità tipici dell’età.
    Il finale è un pò scontato ma l’atmosfera creata già dalle prime pagine ti porta a voler scoprire i segreti della storia fino alla fine.
    E’ stato paragonato a tre metri sopra il cielo di Moccia ma credo che in comune abbiano solo il difficile rapporto genitori-figli, troppo spesso minato da silenzi ed incomprensioni.
    Gradevole e grazie per il consiglio

  • 5 Mia // apr 12, 2007 at 13:05

    @ carodiario: sono felice che ti sia piaciuto, la mia non era propriamente una recensione, ma il racconto di cos’è stato per me leggere questo libro. Ora sul comodino c’è Don De Lillo, con il suo Underworld: penso che ci metterò un po’ a leggerlo, vista la mole ;-)

  • 6 carolibro // apr 12, 2007 at 13:47

    @ mia: intanto mi scuso per ieri sera ma ero così stanco dopo le ore passate su web che ho scritto carodiario invece che carolibro :-) ….si vede che ero fuso, ma avevo anche passato ore a cercare alcune cose sul nome e carodiario era la mia prima idea, prima di decidere per carolibro.
    Comunque sono sempre io, spero mi perdoni la confusione
    ;-)

    Per la tua “recensione” invece ti devo dire che l’ho trovata convincente, al punto che nel pomeriggio avevo già comprato il libro.
    Anche se a convincermi è bastata la prima frase: “La carta è piacevole, giallastra e ruvida, fa molto classico”. cmq grazie per il consiglio.
    piu avanti proverò anche Underworld, ma per ora penso che finirò i 70 libri che mi sono comprato in settimana ;-)

    Ciao

  • 7 Fabio // lug 6, 2007 at 06:48

    Questo post mi ha incuriosito, credo proprio che leggerò il libro ;)
    Buona giornata.
    Nabel

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