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Diario sgangherato di una vita milanese

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L’antisemitismo a Teheran

dicembre 13th, 2006 · 2 Comments

Dopo un forzato blackout da adsl che mi ha tagliato fuori dal mondo e mi ha costretto a considerare ancora una volta quanto siamo ormai tutti dipendenti dalla rete, ho potuto finalmente rimettere piede nel mio blog.
Quello che volevo condividere con voi è il mio stupore, forse ridicolo, ma assolutamente occidentale, per aver scoperto che le note dichiarazioni del presidente dell’Iran a proposito dell’Olocausto, di come questo sia stato ridotto a semplice invenzione degli ebrei per giustificare l’esistenza dello stato di Israele, siano in realtà condivise da milioni di persone. E che oggi sia montata quest’incredibile, offensiva farsa della conferenza scientifica per determinare la verità storica sull’Olocausto (conferendo pari dignità a entrambe le tesi, quella che lo nega e quella storicamente provata e documentata che corrisponde a quanto accaduto), mi lascia annichilita. Certo, l’occidente condanna l’iniziativa di Ahmadinejad, ma scoprire che persino una verità incontrovertibile come lo sterminio degli abrei ad opera del regime nazista possa essere occultata a interi popoli, be’, non mi lascia tranquilla. È offensivo, oltre che un chiaro e dichiarato atto di antisemitismo.

Come può propagarsi una teoria tanto raccapricciante? In una lettera al presidente Ahmadinejad che ho letto ancora ieri (su Internazionale), un ex detenuto musulmano, che ha passato nelle prigioni israeliane molti anni della sua vita, racconta di come egli stesso credesse in buona fede che l’Olocausto fosse stato inventato, che fosse un’esagerazione degli ebrei e di come abbia poi potuto scoprire la verità solo in prigione, quando ha potuto avere accesso a svariati libri che documentavano lo sterminio dei nazisti. Libri che normalmente non sono reperibili in paesi dove la libertà d’informazione non esiste e qualcuno dall’alto decide cosa deve credere un popolo. Questo sostiene l’ex detenuto nella sua lettera, dove chiede al presidente iraniano di fermare l’oscenità della conferenza a Teheran e di cominciare a vergognarsi.
(La lettera è stata pubblicata in Italia su Internazionale, mentre all’estero su Le Monde e un altro quotidiano che ora mi sfugge… chiedo venia, ma posso riparare più tardi.)

Be’, queste sono le cose che mi spaventano di più: che si possa dire alla luce del sole che il fuoco non brucia e che ci siano un mucchio di persone che ci credono.

Tags: Società

2 responses so far ↓

  • 1 robie06 // dic 13, 2006 at 20:18

    Effettivamente è assolutamente disarmante, ma purtroppo per alcuni versi l’Iran è nel XX secolo (l’atomica) mentre per altri (cultura media) è decisamente nel medioevo, è ancor più disarmante che ci siano ancora in europa sacche di ignoranza di questo tipo, come non dimenticare lo scrittore Irving..

    Comunque in IRAN, molti dei ragazzi che frequentano l’università hanno manifestato contro la conferenza che doveva proprio “pruomovere” la verità dell’Olocausto.. trovi qualcosa qui: La Repubblica

    ciao

  • 2 Giovy // dic 14, 2006 at 09:29

    Sinceramente trovo difficile anche solo pensare che ci siano persone che negano l’Olocausto, vista la quantità impressionante di incontrovertibili testimonianza e prove disponibili. Il mondo sta andando a puttane, purtroppo… e sarà sempre peggio.

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