Dic 02 2006
Il potere evocativo della musica
Non so quanto di masochista ci sia in ognuno di noi, sta di fatto che ognuno di noi ha una canzone o un intero album, o quella particolare compilation legata a un periodo precisissimo della propria vita ed è scientificamente provato che è proprio questa canzone, questo cd messo a riposo per lungo tempo, che si avrà voglia di ascoltare, quasi per caso, nei momenti meno opportuni. Così ecco che ripiombi nel passato e quasi te ne sorprendi perché improvvisamente ricordi esattamente come ti sentivi e hai quasi l’assurda sensazione di essere in un altro posto, circondato da persone diverse, in un allucinante sovrapponimento tra passato e realtà.
Così eccomi, quel venerdì mattina, quando la mia storia era definitivamente finita e, nel sole di una mattina romana, ascoltavo il nuovo cd di Pj Harvey a tutto volume (era Stories from the city, stories from the sea). E quella sensazione precisa, un nuovo inizio, la libertà, lo gioia di ricominciare, col cuore a brandelli, che ti gela il sangue. Una cosa vecchia di quattro anni che PJ da sola riesce ad evocare troppo bene… La mossa più furba sarebbe spegnere lo stereo, ma chi ci è mai riuscito?
Io ho provato a scriverci un blog su questo potere della musica di richiamare il passato…da tuo lettore affezionato, mi permetto di segnalartelo…un salutino:)
@ corrad: wow, non sapevo di avere un lettore affezionato! E’ una sensazione nuova, grazie
Ho dato un’occhiata al tuo blog, mi pare molto intenso e vissuto. Al prossimo commento/incontro musicale. Ciao…