Set 04 2006
Lu rusciu de lu mare
E’ dura da digerire. Le vacanze sono finite, il mare turchino di Riva di Ugento troppo lontano per una nostalgica capatina, i pranzi ormai tornati un affare di famiglia nel porticato, la doccia incredibilmente noiosa (vuoi mettere la casalinga, comoda, enorme cabina di cristallo con l’emozionante cabinino formato extrasmilzo con le porticine da far-west e il pulsante da premere continuamente per far uscire l’acqua del campeggio?) e niente più pigri pomeriggi all’ombra dei pini, coccolati da lu rusciu de lu mare (il rumore del mare).
Bello il Salento, davvero bello. La grande meraviglia è il mare, ma dove mettiamo lo spirito della gente, la musica del posto (pizzica e tarante) e le belle città, tutte da scoprire? Non parlo di gastronomia perché vivendo anch’io in Puglia non sono rimasta sorpresa dai pomodori secchi, la ricotta forte (da noi detta “dura”), l’olio d’oliva, la ricotta (eccellente), le orecchiette (pasta tipica della Puglia) eccetera.
Ho pensato però di tracciare un breve bilancio della mia esperienza, a uso e consumo di chi in Salento ci vuole andare, con promossi e bocciati.
Promossi
1. Il campeggio Riva di Ugento.
Nonostante sia necessario fare pre-campeggio all’arrivo fino al 21 agosto circa, data la folla incredibile di equipaggi che si riversano in questi 32 ettari di fitta pineta e nonostante all’inizio ci si perda facilmente come nel labirinto di Shining, questo campeggio ha una qualità rara e apprezzabilissima: le piazzole sono isolate visivamente l’una dall’alta per mezzo di enormi e selvatiche siepi. La privacy è garantita, non ci sono altoparlanti con fastidiosi annunci al mattino, né animatori invadenti in spiaggia e si affaccia direttamente sulla spiaggia (ma il mare non lo vedete). La chicca poi, è che ogni sera c’è il cinema all’aperto, completamente gratuito, per passare un piacevole dopocena. Bar e ristorante a prezzi onestissimi, per non dire stracciati (al ristorante una fetta di torta al cioccolato casalinga, calda, squisita, costa solo 2,50 euro). Ultima chicca: mai visto un campeggio con meno formiche in vita mia.
2. La pizzica.
Per me, il ballo più bello e sensuale di tutti i tempi. Danza di corteggiamento ballata nelle piazze salentine e fino agli anni ‘60 il modo principale per conoscersi e dichiararsi tra i giovani. In campeggio ho preso due lezioni e ho imparato il passo base, ma è solo l’inizio! Chi volesse lasciarsi conquistare dalla magia di questa danza può seguire I Calanti, il gruppo in cui balla la bravissima Pamela che è stata mia insegnante. Un’esibizione dal vivo vi lascerà senza fiato!
3. “Le tre sorelle“
Se siete a Gallipoli e volete provare un’autentica pizza napoletana, dovete andare in questo ristorante del centro storico: non è economico (una pizza sta sugli 8 euro e si paga pure il coperto), ma non potrete mai pentirvene… Mai mangiata una pizza più buona in tutta la mia vita! Da non perdere poi i dolci, dalla pastiera alla sfogliatella con la ricotta, tutto fatto in casa e di una bontà incredibile.
4. Le cartoline.
Compratele e speditele perché sono bellissime e perfettamente rispondenti al vero…
5. Lecce.
Sicuramente una tappa imperdibile. E’ quella che mi ha conquistato e che è stato difficile lasciare la notte, dopo ore e ore passate a girare per strade, piazze e bancarelle. Se volete un gelato andate da Natale, un’enorme pasticceria proprio vicino piazza Sant’Oronzo (girando per il centro la trovate per forza).
Bocciato
Il Cantico dei Cantici
Ecco, fate davvero attenzione. A Otranto i prezzi non sono così alla mano come in altri posti del Salento e se vi trovate nelle soffocanti stradine del centro, assediati da ciotole campagnole, collanine da 30 centesimi e siete appena usciti dalla bella visita al castello aragonese, per cui siete stanchi e vorreste fermarvi per un aperitivo… per carità, non vi fermate al Cantico dei Cantici. E’ un bar stile fighetto-colto con musica abominevole simil-house e un menu già molto impegnativo. Non c’è praticamente niente, oltre la bruschetta, che costi meno di 8-9 euro. Voi vi sedete ai tavolini all’aperto, guardate la fiumana di gente che passa e ordinate un bicchiere di vino bianco e un “tortino” di zucchine e gamberetti, pensando che arriverà (dato il prezzo) una buona primizia da chef. Ecco, disilludetevi subito, e specie se avete fame, quando arriva la cameriera siete ormai già passati alla rabbia. Davanti a voi, in un ridicolo contorno di qualche fiammifero di lattuga e carota sconditi, un minuscolo, insignificante grumo di indefinibili ortaggi fritti. Niente paste di alcun tipo a formare il tortino di cui parla il menu, e l’unico sapore che sentite è il fritto (più piccolo del palmo della mia mano). Infine, con lo stomaco inferocito e ancor più, le povere papille gustative offese, dovete anche pagare il conto: 32 euro per due persone, con ogni bicchiere di vino che costava 6 euro.
Be’, unico neo della vacanza è stato proprio questo… Per il resto, vicino Otranto c’è la Grotta dei Cervi, che non si può visitare (perché la presenza dell’uomo altererebbe il delicatissimo equilibrio climatico che ha conservato questi graffiti per 6000 anni), ma contiene il più importante complesso di graffiti dell’epoca neolitica di tutt’Europa. Nel castello, a Otranto, c’erano foto e riproduzioni di questi disegni, dei sogni dei nostri antenati… Uomini e donne che guardano il sole, le stelle, vanno a caccia… Simboli misteriosi, l’unità nella dualità, riti di iniziazione con stregoni, cervi, gli uomini intorno al fuoco, le impronte delle manine dei bambini… L’emozione più forte della vacanza.
Beh, cosa altro aggiungere a tutto quello che hai detto, se non che è stata davvero una bellissima vacanza, soprattutto per la compagnia (oltre che per i luoghi, che comunque restavano bellissimi)…
Un bacio.
@ Giovy: E due baci a te
Bene bene: sono contento che abbiate passato una bella vacanza!
Io in Salento non sono mai stato: ma deve essere molto bello, non ne ho mai avuto dubbi. 
Sono stata anche io al ristorante le tre sorelle a Gallipoli e devo dire che concordo con la descrizione.
Durante la mia vacanza a Gallipoli ho potuto mangiare bene solo lì purtroppo. Dell’ articolo però non concordo sui prezzi, giacchè il prezzo medio di una pizza è sui 6 euro, considerando però che il prodotto è di prima qualità (e davvero non esagero) ne vale davvero la pena. Quanto al coperto, devo dire che oggigiorno è difficile trovare un locale altrettanto pulito e con le tovaglie di stoffa e non di carta (e vi assicuro che io di locali ne giro parecchi), SE PER AVERE CIO’ OCCORRE PAGARE IL COPERTO, ALLORA BEN VENGA.
Aggiungerei solo un’ ultima cosa, se ci andate mangiate le candele al ragù napoletano e non ve ne pentirete, ciao a tutti.
Le tre sorrelle è davvero un bel posto, ma a dire il vero le proprietarie non sono affatto accoglienti, forse perchè c’è molta gente e tu sei uno dei tanti. Comunque locale bellissimo, pizza ottima stile Napoli. Per chi ama il pesce comunque ci sono tanti altri ottimi locali, uno sul mare a fianco del ponte che va nel centro storico ma non ne ricordo il nome. Una domanda: sento sempre parlare di Porto Cesareo; ci sono stato, c’è una bella spiaggia ma nient’altro, sbaglio?
Credo tu stia sbagliando di grosso……caro amico!!!
prima DI TUTTO il cantico dei cantici, nel centro di otranto,è uno dei locali piu’ rinomatiu del salento con una degustazione di vino da invidiare……..e poi nn credo sia bello parlare male mdi un locale quando si è stati solo una volta e per lo piu’ diffamarlo senza averne alcun diritto……comunque se vorrai tornarci ti accoglierò io personalmente e sicuramente ti farò cambiare idea……..CORDIALI SALUTI
LA DIREZIONE
@ Otranto best: Innanzitutto non sono un "amico", ma una ex cliente (donna). In secondo luogo non credo proprio che ci possa essere qualcosa di sbagliato nel riportare la propria esperienza, anzi, pare che sia una pratica comunissima.
Inoltre vi erudisco un po’, visto che pare ne abbiate bisogno: "diffamare" significa dire cose non vere con l’intento di causare discredito a qualcuno. Non è ovviamente quello che ho fatto io, visto che mi sono limitata a raccontare la mia personale esperienza. Che sul vostro menu (a parte la bruschetta) nulla costasse meno di 8/9 euro è un fatto incontestabile, e che poi la quantità di cibo ricevuto fosse un vero insulto è altrettanto vero.
Non ho bisogno di tornare in un locale che mi ha lasciato davvero affamata (ma quanto volete far pagare un aperitivo? Trenta euro a persona? Sei euro per un bicchiere di vino bianco? Neanche fosse Brunello di Montalcino!). Non sono un critico gastronomico ufficiale, ma quello che ci avete portato non aveva un rapporto qualità/prezzo accettabile, fosse anche per una località turistica come Otranto, dove pure i parcheggi costano più di quelli del centro di Roma. Purtroppo dovete sapere che oggigiorno ai turisti non piace essere derubati e se poi c’è il passaparola, be’, peggio per voi.
Concordo anch’io con MIA circa la pessima esperienza avuta al wine bar “IL CANTICO DEI CANTICI” di Otranto, dove mi sono imbattuta sfortunatamente il giorno 22 ago 2007.Dopo esserci seduti abbiamo dovuto attendere per visionare il menù nonostante il locale non fosse assolutamente pieno; al momento dell’ordinazione ci è stata consigliata una specialità fuori menù che consisteva in un piatto che conteneva delle foglie di radicchio per occupare spazio con adagiate 4 fettine invisibili di pesce spada congelato (spacciato per fresco), 2 cozze, 2 pomodorini, 2 cucchiaiate di patate lesse, 2 spiedini di calamari congelati (n°3 sempre spacciati per freschi), 4 gamberetti congelati e piccolissimi…piatto unico per 2 persone.
Il nostro aperitivo si è concluso con una frisa a testa e due bottigliette di acqua.
La nostra delusione ha raggiunto l’apice quando ci è stato presentato il conto…€ 50,00…tutto questo senza scontrino che abbiamo dovuto richiedere direttamente alla proprietaria del locale.
Volete sapere qual’era il costo di quel fantastico piatto fuori menù? € 30,00.
Comunque se capitate a Otranto evitate accuratamente il Cantico dei cantici…se volete mangiare del pesce fresco ed avere un servizio più che soddisfacente e con il giusto rapporto qualità/prezzo vi consiglio la trattoria da Sergio in pieno centro storico, e ancora se invece volete gustare una buona e gigantesca pizza ad un buon prezzo andate alla pizzeria sfizieria IDRUSA (se prenotate prima di andare è meglio).
Ciao e buone vacanze
P.s. Per evitare che questi signori continuino a comportarsi in questo modo segnalate eventuali simili episodi all’ associazione consumatori così come ho fatto io…
Ah bene, sono “contenta” di constatare che non sono l’unica ad avere avuto una pessima esperienza al Cantico dei Cantici; mi associo quindi a voi, Mia e Giovy74 per segnalare a chi si recherà a Otranto prossimamente di evitare quel locale; io, oltre ad essermi trovata male per i vostri stessi motivi (es. un tagliere di salumi, 18 euro!!!! e poi quando arriva c’era solo salame….! e gli altri salumi?, va be…), sono stata palesemente invitata ad andarmene perchè la signora, la proprietaria, aveva bisogno dei posti. Il tavolo a fianco al nostro (un tavolino da due) era libero; sono arrivate quattro persone; la proprietaria del locale ne ha fatte accomodare due,le altre due sono rimaste in piedi (!)e rivolgendosi a loro, ma guardando nella nostra direzione ha detto: rimanete pure, tanto questo appena si libera…..! Tenete presente che eravamo seduti da neppure mezz’ora, il tagliare di salumi ancora a metà nonchè la bottiglia di vino ancora quasi piena! (bottiglia appunto, non calice..)
Infastiditi, abbiamo continuato a mangiare,ma dopo 15/20 minuti la proprietaria ritorna e con la scusa di fare “un atto di cortesia” (così l’ha chiamato lei), ci versa il vino nei bicchieri (ma nessuno le aveva chiesto nulla….)e fa per portare via la bottiglia; il mio ragazzo la ferma, le chiede di lasciare la bottiglia che ancora non abbiamo finito e che vuole prendersi il suo tempo per bere e mangiare con calma; la signora si scalda, il mio ragazzo pure, le fa notare che ci siamo accorti che ha promesso il tavolo alle persone a fianco (due stavano ancora in piedi!…) e proprio per farla desistere le chiede: “e se non avessi finito di cenare? se volessi ordinare dell’altro?” ma in tutta la risposta la signora porta via i taglieri vuoti e risponde che “avete finito di mangiare!”; lui insiste e chiede di voler ordinare il caffè, l’amaro e lei risponde che “qui il caffè non c’è” e se ne va; grossa bugia tra parentesi perchè la signora è anche proprietaria del Blue Bar, locale situato giusto a fianco del Cantico dei Cantici e ho visto di persona che generalmente manda la cameriera a prendere il caffè per i suoi ospiti a quel bar…; dopo 5 secondi esce un ragazzetto dalla cucina e ci porta il conto.
Peccato, unico neo di una vacanza bellissima, ma tant’è…..
ah, se mai ricapitaste a Otranto, vi consiglio “Il covo dei mori”, sui bastioni (basta salire dalle scale a fianco del castello): un tagliere 7,50 (meno della metà rispetto all’altro!!!!) e varietà di salumi (ripeto, salumi e non solo salame!!!!).
un caro saluto
[...] Il Cantico dei Cantici è un locale con tavoli all’aperto nel centro storico di Otranto dove io e Giovy pensavamo di prendere un aperitivo e invece. Fame e miseria (nel mio resoconto sulle vacanze in Salento dell’anno scorso, unica nota negativa). [...]