Gen 23 2006

Saw II vs Matchpoint, parte 1

Published by Mia at 19:05 under Cinema, Deliri personali

Comincia bene questo lunedì, il mio umore è ottimo. Mia sorella ha fissato la data delle nozze e per il tutto il pomeriggio è nevicato fitto fitto. Va bene che devo ancora finire di lavorare, ma insomma, non mi lamento per niente.

Purtroppo niente entusiastici commenti su Matchpoint: al posto del film di Woody Allen, il disturbante Saw II - La soluzione dell’enigma, per colpa di un tragico e involontario ritardo… Gli horror non sono proprio il mio genere preferito, ma questo stenterei a definirlo tale. In effetti il film non riesce a creare la tensione dovuta perché si fa fatica a legare con i protagonisti della vicenda, in particolare con il detective che fronteggia lo psicopatico-serial-killer-filosofo, vale a dire l’enigmista. L’idea di spiegare le ragioni di un killer alla spicciolata non mi è mai piaciuta, ma qui è usata male perché non rappresenta niente di nuovo, persino con chi ha poca dimestichezza col genere. Gli ambienti luridi, lo shock di mutilazioni, torture e trappole per umani, gli stessi personaggi sgradevoli, tutto è studiato per ostentare violenza, ma senza che questa sortisca niente più che mal di stomaco, perché gratuita.

Non manca il colpo di scena finale, ma non alza il livello del film. Le parti migliori sono quelle dei prigionieri nella casa dell’enigmista, ma la sceneggiatura è troppo concentrata sul macabro per sviluppare al meglio il tema.

Be’, ripensando che avrei potuto vedere “La neve nel cuore” di Thomas Bezucha… Col senno di poi l’avrei preferito, ma sabato era un salto nel buio :-)

Cose notevoli del sabato: l’ottima birra che ha accompagnato la cena (una Erdinger… o poco più).

Cose notevoli della domenica: le candele che hanno accompagnato L.A. Woman dei Doors.

One Response to “Saw II vs Matchpoint, parte 1”

  1. Blindflameon 09 Mag 2008 at 10:44

    In realtà non mi trovo d’accordo, con te.
    Saw è una saga fatta per chi ha visto il primo e continua a seguire il tutto. Vedere il secondo senza aver visto il primo è completamente inutile, così come, adesso, vedere il IV senza aver visto i precedenti lascia lo spettatore privo dei mezzi per comprendere bene la situazione e i personaggi. Se tu avessi visto SawI, probabilmente, non la penseresti così. Nel primo film, infatti, le ragioni dell’enigmista vengono spiegate molto meglio e si comprende perfettamente la logica di quest’uomo, nonostante non lo si veda quasi per niente. Si finisce per simpatizzare, quasi, con lui e per pensare che sul serio ci vorrebbe qualcuno che ci insegnasse a vivere, tanto che i suoi “figliuol prodighi” (e nel secondo ne abbiamo la prova lampante), finiscono con il cadere vittime di una sorta di sindrome di Stoccolma e non si fatica a capirne il perché, se la saga viene vista per intero.
    Non per questo il film risulta un’istigazione alla violenza, sia ben chiaro, dato che Jigsaw è, chiaramente, un’estremizzazione in negativo di un benefattore.

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